Fondazione Feltrinelli continua l’impegno su sostenibilità e cittadinanza

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La “nave rovesciata”

La piramide di vetro – Fondazione Feltrinelli può contare su una nuova, importante casa a Milano. E’ recente infatti l’inaugurazione della nuova sede in zona Porta Volta, a poche centinaia di metri da Corso Como e da “Eataly”. La struttura a forma di piramide di vetro, denominata comunemente anche “nave rovesciata”, è sorta su un terreno che tempo fa ospitava il vivaio Ingegnoli ed è stata realizzata su progetto di Jacques Herzog e Pierre de Meuron. Secondo Carlo Feltrinelli, come afferma nell’intervista che apre il volume “Milano Porta Volta. Luogo dell’utopia possibile”, l’obiettivo della Fondazione è oggi ” favorire una rinnovata percezione del presente e cercare un linguaggio dei fini per il futuro, creando attrito con quanto è stato vissuto da altri prima di noi, includendo tragedie e conquiste”. Il risultato del lavoro dello studio “Herzog & de Meuron” è quindi “un’operazione rigorosa, austera, radicale, caleidoscopica e distintiva, dentro il prepotente sviluppo urbanistico che ha trasformato la zona” in cui sorge la “nave rovesciata”.

Giangiacomo Feltrinelli- Credits Wikipedia

L’impegno nella ricerca – Fondazione Feltrinelli ha lanciato nelle ultime settimane cinque borse di studio della durata di 11 mesi con l’intento di promuovere lo “sviluppo delle idee e del pensiero”. Gli ambiti di ricerca nei quali i selezionati si cimenteranno saranno quelli relativi a lavoro, società, sostenibilità e processi di integrazione europea. Questi i titoli dei bandi: Le sfide della sostenibilità: qualità di vita, buona convivenza, sviluppo territoriale (ambito “Globalizzazione e sostenibilità”), Transizioni lavorative e nuove tutele nell’era del digitale (“Futuro del lavoro”), Lavori 4.0: giovani, nuove opportunità, nuovi luoghi (“Futuro del lavoro”), Oltre il confine: relazioni internazionali tra Europa e Russia dal 1917 a oggi (“Cittadinanza europea”) e Oltre il confine: le trasformazioni culturali nel rapporto tra Europa e Russia (“Cittadinanza europea”). La Fondazione per alcuni progetti potrà contare sulla collaborazione di partner importanti come Adecco e Fondazione Marazzina. Nei prossimi mesi quindi la Fondazione continuerà a impegnare energie nella ricerca, approfondendo i temi della sostenibilità e della cittadinanza.

Il logo della “Carta di Milano”- Credits Wikipedia

La Cultura al centro – Nei primi cinque giorni di apertura, dal 13 al 17 dicembre scorsi, la nuova sede è stata il centro di diverse iniziative culturali incentrate su tematiche come Voices (partecipazione), Borders (confini), Planet (sostenibilità) e Memory (fonti e memoria). Ogni giorno i visitatori hanno potuto assistere alla lettura di passi di testi particolarmente rilevanti come Il monopolio dell’uomo di Anna Kuliscioff, il Discorso per la marcia sul sale di Gandhi e il Programma fondamentale dell’organizzazione per l’unità afroamericana di Malcom X. Carlo Feltrinelli, presidente della fondazione, è intervenuto a margine della presentazione: “Milano è storicamente la città laboratorio del riformismo e dell’innovazione e nella sua ritrovata dimensione europea siamo certi che saprà sfruttare al meglio questa nostra iniziativa”.

La continuità con EXPO 2015 – La nascita del progetto è strettamente connessa anche all’Expo ospitato da Milano nel 2015, poiché le tematiche della sostenibilità hanno influenzato il ruolo culturale della piramide di vetro: “Nell’ambito di questo progetto – sottolinea Feltrinelli – siamo stati coinvolti nella curatela scientifica di Expo Milano 2015, nello studio delle dinamiche della sostenibilità nella nostra epoca globalizzata, e abbiamo avuto un ruolo di rilievo nella definizione della Carta di Milano con la regia di Salvatore Veca”. Nel contesto dell’evento di Milano, è stato di rilievo il ruolo giocato da “Laboratorio EXPO“, definito come la “legacy scientifica” di EXPO , progetto sostenuto dalla Fondazione e capace di coinvolgere il mondo accademico nazionale e numerose istituzioni scientifiche internazionali con l’obiettivo di articolare una riflessione prismatica su molti volti della sostenibilità, promuovendo ricerca e confronto di idee nella comunità scientifica”. Varie sono state le pubblicazioni digitali del Laboratorio, in formato e-book, scaricabili a questo link.

Vivere Liquido si è occupato della “Carta di Milano” in due precedenti articoli, dal titolo “L’Expo delle idee e la Carta di Milano“, e “La seconda tappa della Carta di Milano“. In un prossimo post ci occuperemo invece delle prossime iniziative della Fondazione. Stay tuned!

Marco Rizzo e Marco Bonaglia per Vivere Liquido

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