Milano Liquida- Ricetta Milano a Parco Sempione

Credits Fabio Nalin

Quando il cibo parla di noi ed incoraggia l’unione dei popoli: al Parco Sempione va in scena Ricetta Milano

RICETTA MILANO, UNA GIORNATA SPECIALE-  Non sono un bravo cuoco. Quando si tratta di mettersi ai fornelli vado sempre in crisi. Allora deve esserci una ragione speciale se la mattina di sabato 23 giugno mi alzo di buon ora per impugnare mestolo e padella. Questa ragione si chiama “Ricetta Milano”, l’evento in scena al Parco Sempione organizzato da “Kamba Afro Food and Culture” in collaborazione con il Comune di Milano, nell’ambito della rassegna “Insieme Senza Muri”, con la partecipazione di decine di associazioni ed organizzazioni, da “Emergency” a “Save the Children”, passando per Radio Popolare, ANPI, Amnesty, oltre che le rappresentanze delle varie comunità migranti. Per partecipare basta registrarsi sul sito, dopodiché descrivere sul sito il piatto che si cucinerà per l’occasione e che verrà portato alla grande tavolata condivisa. La consegna è di riproporre un “piatto dell’infanzia” al quale sono legati i propri ricordi, specificandone il paese di provenienza.

emiGRATO a Milano- Credits Fabio Nalin

RISO ALLA CANTONESE E FRITTELLE PIEMONTESI – Mia moglie ha già le idee chiare, mentre sminuzza le verdure per il riso saltato: “mia mamma me lo cucinava quando tornavo a casa da scuola…”. “È tipo un riso alla cantonese…” constato io, “ma non ci metti anche il prosciutto?”. “No, noi lo facciamo senza”. Già, che sciocco, il prosciutto nella cucina cinese è praticamente inesistente, e a maggior ragione nella Cina rurale di vent’anni fa, quando la carne di maiale era una pietanza che ci si concedeva solo nei giorni di festa. Quindi, uovo, carote e zucchine a sfrigolare nel wok per insaporire riso basmati e riso viola: sarà anche un piatto vegetariano, ma per la vista è uno spettacolo! Ed il profumo è delizioso! Nel frattempo io mi sono deciso: cucinerò delle frittelle che ho definito “riciclate”. Il riciclo sta nel fatto che mi madre, ogni volta che preparava le cotolette impanate (tipo “alla milanese”, ma noi in quanto piemontesi le chiamavamo semplicemente “impanate”) avanzava sempre un po’ di uovo e un po’ di pan grattato. Quindi per non sprecare, univa il tutto assieme, creando un crema pastosa che versava sulla padella ancora calda, facendo delle frittelle veloci e gustose.

Il dragone cinese appare all’evento- Credits Fabio Nalin

IL SENSO DELL’EVENTO – Il senso dell’evento Ricetta Milano è già chiaro leggendo questa premessa: noi “nuovi cittadini” di Milano, sia che proveniamo dalla campagna brianzola, o dal Piemonte, dalla Puglia, dall’Africa o dalla Cina, portiamo con noi un’eredità. Quest’eredità resta probabilmente celata agli occhi dei più, ma questa verrà sicuramente e prepotentemente fuori dalla nostra cucina. Il voler riunirsi tutti assieme in una tavolata lunga chilometri e con migliaia di posti a sedere, rappresenta la volontà di abbattere i muri della reciproca inintelligibilità ed offrire un occasione di conoscere e farsi conoscere. Semplicemente come uomini e donne con delle storie, con una eredità alle spalle. Storie che meritano di essere raccontate, e che tutti dovrebbero ascoltare, anche solo per ricordarci che i “numeri” che amiamo snocciolare con tanta indifferenza sono in realtà delle persone. Persone dalle quali la città di Milano non può prescindere se vuole diventare davvero una grande metropoli internazionale ed continuare e rafforzare il processo di crescita lanciato da Expo.

NON SIAMO SOLI- Una volta mi dissero che “l’intercultura del cus cus” ovvero la spettacolarizzazione degli usi e costumi di un popolo non da nessun contributo significativo alla causa dell’interculturalità. Questo è senz’altro vero, probabilmente non sarà una tavolata in mezzo ad un parco a cambiare le cose in questo Paese ed a farci uscire dal periodo buio che stiamo vivendo. Però, riunire più di diecimila persone che pranzano a fianco di sconosciuti come se fosse la cosa più naturale del mondo, che condividono esperienze, racconti, che sfoggiano i propri colori e che ballano assieme a ritmo della stessa musica, non può non dare un barlume di ottimismo, per affrontare il futuro sapendo che non siamo soli.

Fabio Nalin per Vivere Liquido