Eurasian Connections- Intervista a Ermanno Vitali, GM di Ansaldo Breda-Chuanyi a Chongqing

Il manager Ermanno Vitali

Ermanno Vitali, GM di Ansaldo Breda-Chuanyi, mi accoglie nel suo ufficio del distretto di Yubei, nella Municipalità di Chongqing, lontano dal centro e dal campus della Jiaotong Daxue, dove ho studiato negli ultimi cinque mesi. Siamo rimasti in contatto tramite Wechat, e quando arrivo vicino alla sua azienda mi guida verso l’entrata grazie alla condivisione della posizione dall’applicazione. Sullo schermo osservo il suo puntino arancione farsi sempre più vicino al mio verde. In pochi minuti raggiungo l’entrata principale dell’azienda e varco i cancelli dello stabilimento.

Ermanno è da subito molto cordiale, disponibile, e in qualche modo, anche se siamo dall’altra parte del mondo, mi sembra di essere tornato in Italia. Il suo ufficio è istituzionale, dai colori sobri, semplice e spoglio. La conversazione si fa subito interessante, e soprattutto è concreta, tocca punti reali come lo sviluppo economico cinese, il ruolo delle aziende italiane e la vita in Cina per gli “expat”. In un attimo mi sento al centro, come osservatore, di un progetto di collaborazione sino-italiana, della vita pulsante di una joint venture.

La storia recente di Ansaldo Breda e il suo ingresso nel mercato cinese

Un treno Ansaldo Breda a Chongqing

Ermanno mi descrive la storia recente dell’Ansaldo Breda e il suo ingresso in Cina. L’odierna azienda nasce nel 2001, dalla fusione dell’Ansaldo Trasporti con Breda Costruzioni Ferroviarie, due delle più affermate e storiche realtà industriali del nostro paese, nonché leader nel mondo. Il gruppo, controllato negli anni successivi da Finmeccanica, è passato nel 2015 ad Hitachi Rail, multinazionale giapponese (in Italia l’azienda ha adottato da quell’anno la denominazione “Hitachi Rail Italy) già molto attiva in Asia ed Europa. In Cina l’Ansaldo Breda è entrata in seguito all’accordo firmato con la Sicc Chongqing Chuanyi Automation Corporation (azienda controllata dalla Silian Corporate), in occasione del Forum Italia Cina di Roma del 6 luglio 2009. L’accordo consisteva di un Memorandum of Understanding con il cliente Chongqing Rail Transit General Corporation, per programmi di sviluppo della flotta di veicoli destinati al sistema metropolitano nella Municipalità autonoma di Chongqing.

La seconda tappa fondamentale per l’azienda in Cina è datata 21 marzo 2013, quando Ansaldo Breda e Sicc crearono una joint venture con l’obiettivo di avviare la produzione congiunta di sistemi di trazione elettrica per metropolitane di ultima generazione. Tre sono state quindi, dalla fondazione del 2001, le date centrali nella storia recente dell’Ansaldo, in Cina come in Italia: 2009, 2013 e 2015.

Ermanno nel frattempo mi chiede se voglio un caffè, una domanda che non ascolto da ormai cinque mesi, e che devo ammettere mi suona strana dopo tanto tempo. Naturalmente accetto con piacere, e ci spostiamo in una saletta adiacente dove una grande macchina blu produce un espresso abbastanza buono per gli standard cinesi. Nel corridoio passano i colleghi, mentre i tecnici sono al lavoro in altri uffici. Al centro della sala principale c’è una grande mappamondo, simbolo dell’internazionalizzazione dell’azienda Sicc.

L’esperienza di Ermanno Vitali a Chongqing e le potenzialità del settore

Ermanno Vitali e Marco Bonaglia

Sorseggiando il caffè Ermanno racconta che dal giugno 2016 è stato scelto come General Manager della joint venture. Risiede a Chongqing, ha sposato una ragazza cinese e ha una bellissima famiglia. Ascoltandolo posso intravedere in lui non solo i tratti di businessman di successo, capace di ascoltare e coinvolgere i propri collaboratori, ma la sua figura incarna anche le qualità di italiano aperto al mondo e capace di adattarsi a cultura e lingua cinese. La sua storia rappresenta di fatto una “connessione euroasiatica”. Ha maturato negli scorsi anni esperienza sul campo: è stato infatti, prima di Ansaldo Breda, vice General Manager della Yixing-FAAM Industrial Batteries, WOFE (wholly owned foreign enterprise) del Gruppo FAM (azienda italiana entrata in seguito a far parte del Gruppo SERI), insediata nella Provincia del Jiangsu, Cina orientale. Durante i suoi anni alla FAAM l’azienda ha vinto, tra i tanti riconoscimenti, i China Awards della Fondazione Italia Cina.

Torniamo in ufficio, e inizia a descrivere la sua esperienza a Chongqing. – Il gruppo Finmeccanica già da alcuni anni non considerava più l’Ansaldo come “core business” – mi dice Ermanno – Avendo delineato una nuova strategia, focalizzata più sui settori della difesa, all’aerospace e all’aeronautica, si lavorò alla ricerca del migliore accordo di uscita possibile -. Dal 2015, passato il testimone alla Hitachi Rail, è iniziata una nuova fase dell’azienda, anche se, come Ermanno precisa, i suoi referenti sono ancora i manager di Finmeccanica (oggi Leonardo), poiché questa JV, come altre commesse, non sono state trasferite ai Giapponesi. Il suo ruolo è quello di dare nuovo slancio a una joint venture che negli scorsi anni ha vissuto fasi di alti e bassi, gravata da problemi di management e in alcuni casi di scarsa comunicazione interculturale. – La joint venture aveva necessità di una figura sempre presente, qui a Chongqing, che fungesse da raccordo tra l’Italia e i tecnici cinesi – continua Ermanno – le potenzialità, in un mercato come come questo, sono immense, ma per avere successo bisogna essere sempre attenti agli sviluppi interni e intavolare un dialogo continuo con le autorità locali – .

Una joint venture, quella di Ansaldo Breda, che aveva avuto lo sguardo lungo, e che, anche se gli spazi di azione si sono ridotti e altri player sono entrati sul mercato locale, può ancora dire la sua. Nonostante in Cina la scena sia spesso dominata dai giganti cinesi, gestiti dallo Stato direttamente o in altre forme, per Ermanno la situazione attuale è comunque potenzialmente ottima: lo spazio rimanente, spartito tra poche aziende internazionali, può concretizzarsi comunque in centinaia di milioni di euro di business.

Il ruolo del “Sistema Italia” e un pizzico di orgoglio italiano in più

“Based in Chongqing, open to the World”- Messaggio nello showroom della Chuanyi, a Chongqing

La nostra conversazione si conclude con un auspicio: che il “Sistema Italia” in Cina, soprattutto a livello “esterno”, possa negli anni adottare una visione industriale e strategica di lungo periodo, per supportare a livello istituzionale le aziende italiane già presenti e tutte quelle che vorranno investire nella Repubblica Popolare. Ermanno spende poi parole estremamente positive per le istituzioni italiane locali, dal Consolato di Chongqing, alla Camera di Commercio, all’ICE, ma anche per tutti i colleghi che ogni giorni si confrontano con questo complicato mercato.

Finito il caffè, dopo il tradizionale scambio dei biglietti da visita (anche tra italiani ci adattiamo agli stili cinesi), scattiamo una foto ricordo. La crescita di Chongqing avanza anche grazie a treni in parte italiani: dopo la visita torno in centro città con la consapevolezza che se davvero vorrò lavorare in questa città, potrò contare su un sistema di professionisti del nostro Paese, che si rivelano, molto spesso, piccoli ma grandi ambasciatori dell’Italia. E con un pizzico di orgoglio in più, potenziale passeggero di un treno prodotto dall’Ansaldo Breda in questa megalopoli brulicante di anime.

Marco Bonaglia da Chongqing per Vivereliquido.it