FEFF19- Udine è sempre un’avventura

L’Ospedale di Udine, dopo le dimissioni

La terza giornata ad Udine, quella del ritorno, doveva scorrere liscia. Scrittura delle recensioni il mattino, pranzo alla “Ghiacciaia” per i saluti finali, ritorno al “Quo Vadis” (l’hotel che mi ha ospitato nelle ultime due edizioni) e treno per Milano. Purtroppo i piani sono stati stravolti da una tonsillite acuta che mi ha costretto a far visita al pronto soccorso dell’ospedale di Udine. In pratica mi sono svegliato con due acini d’uva giganti in gola (le mie tonsille). Faticavo a parlare senza suonare incomprensibile e strano. Ho preso il primo taxi, vomitato lungo la strada, e conosciuto il dottor Luca, incredibilmente nato il mio stesso giorno, che mi ha mandato spedito verso l’otorino. Mentre ero sulla sedia a rotelle che mi portava al secondo piano dell’ospedale ho ripensato al tassista che giovedì dopo il lavoro mi aveva portato in stazione centrale a Milano. Gli avevo detto che stavo per partire  verso l’ennesima avventura, e che Udine per me è sempre stata un’esperienza interessante e forte, ma lui, dall’alto della sua esperienza, aveva sbottato  -Avventura? Ma no, che dici, non è mica un’avventura andare a Udine, che vuoi che sia?- Bene, grazie tassista di Milano. Ho ripensato a te ieri in ospedale.

Il frappè per dare un po’ di sollievo alle tonsille

Dimesso dopo quattro ore, alla ricerca di una farmacia per comprare antibiotico e cortisone, e anche alla ricerca di una gelato o di una bibita ghiacciata, ho però sfruttato la sfortuna per scoprire un altro modo per raggiungere il centro di Udine. Devo ammettere che questa città, alla quale in qualche modo mi sento legato e che non mi rende mai la vita troppo facile, è un autentico gioiellino. Di domenica poi, un pò come tutti i centri urbani non troppo turistici, si spopola, ma l’aria frizzante, il sole, le piazze storiche e l’ambiente amichevole, e le lasagne agli asparagi che ho mangiato in zona Piazza San Giacomo, ecco, tutto questo mi ha ricaricato e alla fine fatto pensare che se di avventura si trattava, non ero stato così tanto sfortunato. E quindi anche di quella giornata sfortunata dovevo coglierne i lati positivi, godermi il soggiorno e continuare a scrivere, magari guardando un altro film cinese in stanza, riposarmi e leggere il catalogo del Festival.

Il bellissimo film di Jia Zhangke

Se da un lato non è quindi stata una giornata troppo creativa, dall’altro invece è una di quelle che non dimenticherò. Tornato nella mia stanza per riposare, ho visto con il pc “A touch of sin”, di Jia Zhangke, uno dei registi cinese più popolari, di cui scriverò una recensione nei prossimi giorni. Dopo il film, cena da “Il Masianiello”, ristorante napoletano vicino a Piazza Celle, dove ho gustato dei tagliolini con prosciutto San Daniele rivisitati alla napoletana. Infine, prenotato il biglietto per il ritorno, ho preparato la valigia e pensato che comunque Udine non è poi così male, e che sicuramente l’anno prossimo, sperando di non avere altri problemi, farò ritorno per l’edizione ventennale del FEFF.