Urban China- Rap a Chengdu, città paradisiaca

Chengdu, a detta dei cinesi stessi, gode della nomea di città “paradisiaca”, avendo dalla sua il vantaggio di sorgere in una zona dove la natura in tutti i suoi aspetti è senza dubbio generosa. Abbondanza di risorse naturali, panorami mozzafiato, varietà di specie floreali e faunistiche (ricordiamo il panda!), e, non per ultimo, donne dalle gradevolissime fattezze. Città tanto apprezzata che vi capiterà spesso di sentire “l’imbruttito” pechinese o shanghaiese di turno sbuffare e dire “basta, mollo tutto e vado a Chengdu!”. Il capoluogo del Sichuan si differenzia diametralmente dalle grandi metropoli cinesi innanzitutto per i ritmi di vita meno frenetici, tanto che la gente del posto ama godere del tempo libero con svariati hobby, uno su tutti, il gioco del majiang. A far da contorno a queste condizioni naturali e sociali ottimali si va ad aggiungere un importantissimo corollario culturale che interessa tutte le arti, dalla gastronomia alla musica.

In un contesto del genere si potrebbe credere che l’hip hop sia pressoché assente, e invece il rap di Chengdu è uno dei più particolari di tutta la Cina, e la sua scena hip hop una del più frizzanti del Paese.

Fat Shady

Parlando di rap di Chengdu non possiamo esimerci da citare Fat Shady. Di lui si può dire che il suo flow sia come la cucina locale: bollente, grasso e piccante!

Il ragazzo si è fatto conoscere al grande pubblico partecipando alla trasmissione televisiva “Sing My Song” (中国好歌曲), una specie di The Voice ma prettamente improntato sulla bontà dei testi cantati, dato che i gareggianti devono interpretare canzoni scritte da loro. Fat Shady, al secolo Cai Zhenhong, si è qualificato tra i quattro finalisti, senza però riuscire ad ottenere la vittoria finale. Ma questo non ha certo influito alla sua popolarità: la canzone che ha sdoganato sul palco della trasmissione, dal titolo “Domani non vado a lavorare”(Laozi mingtian bu shangban 老子明天不上班) ha fatto in brevissimo tempo il giro dei social di tutta la Cina. L’invettiva della canzone si scaglia contro le piccole frustrazioni quotidiane nel mondo del lavoro, e possiamo immaginare come il popolo dei lavoratori cinesi abbia potuto riconoscersi nelle situazioni descritte dal rapper. “Quando finì di scrivere la canzone pensai: questo pezzo spacca, alla gente piacerà”, ha rivelato Shady a The World Post.

Un elemento caratterizzante del rap di Fat Shady e di altri sui colleghi sichuanesi è l’uso del dialetto locale. Questo innanzitutto testimonia la vicinanza del rapper al contesto di provenienza e alla sua gente, il concetto di “rappresentanza” tanto caro alla cultura hip hop. Questo potrebbe essere sulle prime un ostacolo alla diffusione su più larga scala di questa musica, ma in Cina, soprattutto nelle aree più periferiche, i dialetti hanno una diffusione capillare nella vita quotidiana della gente. Il dialetto quindi anche per i rappers rappresenta il mezzo più diretto e spontaneo per esternare il loro pensiero, e, almeno per il caso di Fat Shady, questo approccio senza peli sulla lingua è apprezzato anche fuori dai confini della provincia dello Sichuan. Essere autentici e parlare del “vero” d’altronde è un altro degli elementi fondanti della cultura hip hop.

Melo

Un altro che ne sa qualcosa a proposito del parlare del vero è Melo, al secolo Xie Yujie, 25 anni, architetto di giorno, rapper di notte. Nel maggio del 2015, quando ha sentito che le autorità locali stavano intervenendo per impedire l’utilizzo dell’app Uber, Melo si è chiuso in studio di registrazione ed ha riversato tutto il suo disappunto nel brano “Uber rap”: “Non trovo un taxi, prendo Uber, il bus non arriva mai, prendo Uber, la metro è troppo affollata, prendo Uber, (il governo) è attratto solo dal denaro e punisce la gente con l’inganno, figli di put***a!”. Apriti cielo. Poche ore dopo la pubblicazione su internet il video è stato cancellato e il ragazzo è stato chiamato alla centrale di polizia, dove ha dovuto promettere che non avrebbe più pubblicato canzoni simili. Ma nel frattempo il tam tam sui social era già partito e questa vicenda a fatto guadagnare a Melo un po’ di fama.

Kafe Hu a un concerto

Un altro rapper degno di nota del capoluogo sichuanese è Kafe Hu, soprattutto per quanto riguarda il suo ultimo album “The Code of Lucifer”. In questo lavoro l’artista propone un’accattivante sperimentazione di sonorità elettroniche con influenze psichedeliche ed elementi jazz/soul di sottofondo, il risultato è un prodotto di alta qualità, che denota spiccata originalità e grande attenzione per i dettagli. Una ventata di aria fresca per il nuovo hip hop cinese, e il singolo “The 21st Century Schizoid Man” ne è la sintesi.

Insomma, che vogliate assaggiare una huoguo super piccante, ammirare la “fauna” locale, o avventurarvi nelle calde serate della scena underground, Chengdu è una meta che non vi lascerà delusi!

VIDEO DEGLI ARTISTI

Fat Shady – Laozi mingtian bu shangban (Domani non vado a lavorare) live a Sing My Song: https://www.youtube.com/watch?v=uGkM_fZvHpw

Nuovo singolo di Fat Shady – Du qi (C’è traffico): https://www.youtube.com/watch?v=WNZRbSni13s&list=PLxvE7tNEyNgBY5_UPom8qMdOHE6r6h1oL&index=11

Melo – Uber Rap: https://www.youtube.com/watch?v=eE-db8IlDw0

Kafe Hu – The 21st Century Schizoid Man: https://www.youtube.com/watch?v=fiG449e5lQY&t=5s

Fonte citata: “Meet The Chinese Rappers Bringing Hip-Hop To The Middle Kingdom”, The World Post: http://www.huffingtonpost.com/entry/chinese-rappers-hip-hop_us_55ca6009e4b0923c12be783e

Fabio Nalin per Vivere Liquido