Focus Asia- Georgia tra Nato e Russia: Trump ago della bilancia?

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Ossezia del Sud e Abcasia, i territori contesi- Credit Wikipedia

Uno sguardo a Occidente – Levan Izoria, il ministro della Difesa georgiano dell’attuale governo Margvelashvili, ha rimarcato la volontà del paese caucasico ad avvicinarsi a Stati Uniti e Unione Europea. “Vogliamo investire di più nello sviluppo militare e nella formazione, nelle infrastrutture – ha detto Izoria – Queste riforme, che si svolgono presso il Ministero della Difesa, con il sostegno di un partner strategico, mirano a far diventare il nostro Paese più compatibile con la NATO.” Non è ancora stata presa una decisione in  merito alla partecipazione della Georgia al vertice NATO del 2017, mentre a febbraio il capo del dicastero militare georgiano dovrebbe incontrarsi con un rappresentante del patto atlantico. Probabile che il cambio di amministrazione nel governo americano possa rallentare i processi decisionali soprattutto a causa della possibile convergenza di vedute tra il neo eletto Donald Trump e Vladimir Putin. Il presidente russo nello scorso novembre aveva dichiarato di voler “normalizzare i rapporti” con Washington ricordando le difficoltà e le divergenze avute negli anni precedenti con l’amministrazione Obama.

Gioco a tre – La Georgia, in attesa che nei prossimi mesi si ridefiniscano i rapporti di potere, vuole evitare di ritrovarsi nella situazione dell’asino di Buridano. Ramzan Kadyrov, primo ministro della Cecenia, regione separatista da anni in conflitto con Mosca, ha dichiarato che verrà potenziata la rete stradale e ferroviaria tra i territori ceceni e georgiani. Tuttavia, Kadyrov è un uomo di fiducia di Putin e l’iniziativa per migliorare i trasporti potrebbe essere interpretata come una manovra del Cremlino per ricucire i rapporti con Tbilisi: “Spero – ha affermato Kadyrov riferendosi alla Georgia – che in un prossimo futuro potremo stabilire buone relazioni per iniziare una cooperazione economica e culturale.”

Tank-like vehicle with soldiers aboard

Carrarmato russo in Sud Ossezia- Credit Wikipedia

Quale futuro? – Sicuramente, il mancato intervento delle forze NATO durante il secondo conflitto in Ossezia del Sud ha fatto venir meno la fiducia di Margvelashvili nei confronti dell’Occidente. Nonostante Svezia, Stati Uniti e Polonia (paesi ostili alla politica russa per motivi storici) avessero preso posizione in difesa della Georgia nell’agosto del 2008, nessuno dei Paesi aveva inviato contingenti militari sul campo di battaglia nemmeno in seguito alla richiesta di aiuto internazionale del paese caucasico. L’Unione Europea riconosce l’Ossezia del Sud come regione appartenente alla Georgia, ma né le risoluzioni Onu né la diplomazia hanno potuto evitare un’indipendenza che, al di là del mancato riconoscimento formale, è de facto una realtà politica. L’ago della bilancia in questo triangolo a tre tra Georgia, Nato e Russia potrebbe essere Trump, che il 20 gennaio con la cerimonia di insediamento inizierà il proprio mandato di presidenza.

Marco Rizzo per Vivere Liquido

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