Eurasian Connections- China Awards 2016: undicesima edizione di un “unicum” vincente

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Il gruppo dei China Awards 2016 – Credits Fondazione Italia Cina

Nel contesto delle relazioni sino-italiane un ruolo dirimente è stato giocato negli ultimi tredici anni dalla Fondazione Italia Cina, guidata dal Presidente Cesare Romiti, storico rappresentante del capitalismo italiano. Romiti nel 2003 decise di fondare una nuova realtà che andasse ad affiancare l’Istituto Italo Cinese e la Camera di Commercio italocinese, dando loro nuova linfa e inaugurando al contempo un nuovo capitolo della sua straordinaria carriera. Dal 2003 la Fondazione, la cui sede principale è a Milano, ma che dispone di uffici anche a Roma, Beijing e Chongqing, ha rappresentato un caposaldo nel contesto delle relazioni tra Italia e Repubblica Popolare Cinese.

L’ultimo capitolo della sua storia, in cui ho avuto l’onore e il piacere di essere una parte del team che ha lavorato alla sua realizzazione, è stato rappresentato dai “China Awards 2016”, undicesima edizione dell’evento principe della Fondazione, che intende premiare e valorizzare le aziende italiane che operano e investono sul mercato cinese, e quelle cinesi che fanno lo stesso sul mercato italiano. Un evento che contribuisce a rafforzare e consolidare le relazioni bilaterali, andando alla ricerca di esempi virtuosi di collaborazione transnazionale. Cinesi e italiani negli ultimi anni sono sempre più interconnessi, sia per quanto riguarda l’ambito politico, economico, commerciale, che per quello “people to people”. La particolarità dei China Awards è che appunto unisce insieme tutti gli aspetti delle relazioni bilaterali, potenziandoli in una serata di gala che crea legami importanti, reti relazionali durature, e da’ visibilità a uomini coraggiosi capaci di investire tempo, risorse e anni in un Paese lontano. Paese che negli ultimi anni però lo è sempre meno. Visibilità mediatica, grazie alla partnership strategica con il gruppo Class Editori, che fornisce il supporto “cartaceo”, con interviste e approfondimenti sulle riviste Class, quello “televisivo”, con la conduzione della serata da parte di Mariangela Pira del canale Class CNBC, e “digitale”, grazie alla presenza sul web e sui social. Gli”Awards” sono anche una “charity dinner”, e quest’anno il ricavato della serata è andato a tre progetti per sostenere le popolazioni dell’Italia Centrale colpite dal terremoto. 

Cesare Romiti, Presidente della Fondazione- Credits Fondazione Italia Cina

Dal punto di vista “istituzionale” l’edizione di quest’anno ha visto la presenza di ospiti di primo piano, come l’Ambasciatore italiano in Cina, Ettore Sequi, il Console generale d’Italia a Chongqing, Sergio Maffettone e, da parte cinese, il Console cinese a Milano, la Signora Wang Dong

Dal punto di vista delle aziende premiate il contesto è stato veramente interessante. Da parte italiana sono state premiate da un lato grandi aziende, dalla storia e da investimenti in Cina consolidati da anni di presenza. Brembo, Fincantieri, IMA e Danieli Officine Meccaniche, quattro esempi dei 28 vincitori totali, rappresentano aziende di assoluto rilievo anche internazionale. Dall’altra la ricerca di nuove realtà e di nuovi investimenti che accompagna l’organizzazione degli Awards ha portato alla luce realtà e storie particolari, che forse ben rappresentano il tempo che stiamo vivendo e il contesto degli investimenti bilaterali sino-italiani. Grazie al grande lavoro di preparazione sono stati individuati veri e propri ambasciatori del made in Italy in Cina, come Nordmeccanica, COBO, Rodolfo Comerio 1878, Fabbri 1905Giuseppe Zanotti, Esseti Farmaceutici, IMG, presenti in Cina da diversi anni, o futuri ambasciatori, come Pelliconi, che ha di recente inaugurato il proprio stabilimento a Suzhou. Infine, sempre dal lato italiano,sono state premiate realtà nate da poco, come Gamos Group e Young Digitals, start up che puntano al mercato cinese nei nuovi settori alla ricerca di nuove possibilità di business, o La Collina dei Ciliegi e Umbria Jazz, esempi di successo del Made in Italy, attive nel settore del food & beverage o in quello artistico musicale.

Dal lato cinese, big assolute sono scese in campo: Alibaba, H3G, Huawei: aziende che hanno investito in Italia e che hanno cambiato negli ultimi anni le nostre vite, o che le cambieranno nei prossimi. Basti pensare a quanti italiani si affidano a H3G per il loro abbonamento telefonico, e quanti di loro lo fanno utilizzando un telefono Huawei. Alibaba punta ad espandersi sul mercato italiano, dopo i risultati strabilianti ottenuti in Cina e dopo essersi quotata negli Stati Uniti.  Altre aziende cinesi, come Lovol Arbos (nome che unisce insieme la realtà di Foton Lovol, azienda da 3 miliardi di fatturato e più di 16000 dipendenti, e l’italiana Arbos, e che rappresenta la holding che coordina le attività dell’azienda cinese in Europa), Jolywood Sunwatt, Ta Italy, hanno completato la lista, rappresentando realtà cinesi che hanno scelto il nostro Paese per accedere al mercato europeo e per realizzare investimenti futuri.

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Il logo degli “Awards 2016”- Credits Fondazione Italia Cina

Oltre ai premi alle aziende, sono stati consegnati i “Leoni d’Oro“, a italiani che hanno dato lustro al nostro Paese in Cina: quest’anno sono andati a Carlo Verdone, Ciro Ferrara, Sergio Basso e  Danilo Rea. Personalità che hanno giocato nell’ultimo anno un ruolo importante nel contesto sino-italiano, nel settore artistico, sportivo e musicale.

Per concludere, gli “Awards” rappresentano davvero un “unicum” nel contesto delle relazioni sino-italiane e in quello delle relazioni sino-europee. Un’esperienza che non esiterei a definire esaltante, per chi cerca ogni giorno di studiare la Cina con la grande passione dell’Europa. Mai, infatti, ho avuto l’opportunità di imparare così tanto in poco tempo, e di conoscere realtà industriali, storie personali e vibranti che legano l’Italia alla Repubblica Popolare cinese, e di lavorare al fianco di professionisti che spesso, senza titoli di giornali, contribuiscono alla costruzione delle vere relazioni sino-europee, fatte e implementate ogni giorni da relazioni di uomini e donne concreti.

Marco Bonaglia per Vivere Liquido

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