Focus UE- Angela at 16? Merkel per la Storia

9014425005_728eb45179_z

Pupazzi dei leader mondiale al G8 del 2013- Credits Oxfam International Flickr Account

Solo poco più di un anno fa si celebravano i dieci anni al potere di Angela Merkel. VL le dedicava un post che riconosceva la sua grande influenza e statura politica, cresciuta negli anni e aumentata con la crisi europea. Gli anni sono ora 11, e Merkel sembra averci preso gusto.

VL deve a questo punto porsi alcune domande: scriveremo un post per celebrare i suoi 16 anni al potere? O la stessa Merkel sopravviverà all’innovazione tecnologica e quindi a VL stesso? La Merkel rottamerà VL? Grandi quesiti, senza una risposta. Quello che è certo è che la donna più potente del “mondo libero”, che ha in pratica ricevuto lo scettro di leader di quello che rimane dell’Occidente e delle sue democrazie liberali da Barack Obama in persona, si candiderà alle prossime elezioni federali tedesche alla ricerca di un quarto mandato da Cancelliere. Con l’obiettivo di superare per longevità al potere Elmut Khol, il Cancelliere della riunificazione tedesca, nonché padrino politico di Angela ed esso stesso prima vittima politica illustre della lunga lista della Merkel.

Lista che sembra essersi quest’anno allungata oltre le aspettative. Sul web e sulla carta stampata è circolata una foto molto interessante, scattata durante la visita a Berlino di Barack Obama nell’aprile 2016. Essa mostra cinque leader: oltre a Obama, David Cameron, Francois Hollande, Matteo Renzi e, appunto, Angela Merkel. Quello che più deve far riflettere però, oltre alla centralità della Cancelliera nella foto (ma può anche essere un caso, perché è stata scattata quando lei stava parlando, e tutti gli altri la ascoltavano interessati) è ciò che è avvenuto nei mesi successivi. I quattro uomini al potere sono stati in pratica eliminati: chi da un referendum (Cameron e Renzi), chi da elezioni (anche se non candidato direttamente, le elezioni statunitensi hanno di fatto posto fine alle politiche obamiane, ponendo Donald Trump alla Casa Bianca) e infine, chi per manifesta impopolarità (Hollande, che ha comunicato alla Francia di non ricandidarsi alle elezioni generali del 2017). L’unico leader sopravvissuto al “rovente 2016” è Merkel. Gli altri quattro si sono eclissati in seguito a errori personali, calcoli politici azzardati, sopravvalutazioni della propria forza, scarsa visione di medio e lungo periodo. Elementi che sono invece gestiti con attenzione da Angela Merkel, ponderati, condivisi, attraverso una tecnica volta alla maggiore concertazione possibile tra gli attori politici e non solo della Germania. 

merkel-eu-leaders

La foto incriminata- Merkel al centro, il resto è il passato- Credits Sputnik International

Markel in pratica è così il leader eletto democraticamente con più esperienza dell’Occidente. Ha vinto tre elezioni consecutive, nel 2005, 2009 e 2013, e ha avuto modo di assistere a diversi cambi della guardia nei principali Stati del Mondo. Mentre lei era al potere, Italia, Francia, Regno Unito, ma anche Stati Uniti, Cina, Brasile, e tanti altri Stati assistevano al cambiamento della propria leadership politica. Al contempo Merkel è sopravvissuta alla crisi economica più devastante degli ultimi settant’anni, rimanendo saldamente al comando, quando invece la crisi colpiva i leader che in Europa e nel mondo cercavano di combatterla. Probabilmente rafforzando il proprio ruolo e quello della Germania nel Mondo. Non è un caso se le politiche di austerity, volute da Merkel, abbiano di fatto indebolito coloro che tentavano di combatterle, e abbiano lasciato in carica l’ideatrice. La sinistra europea è uscita malconcia da questa battaglia. L’ultimo avversario potrebbe essere Marine Lepen, che non appartiene nè al centrodestra nè al centrosinistra europei, e che non ha governato negli ultimi anni. 

Leader del “free world” dopo l’elezione di Trump? Merkel ha deciso di ricandidarsi per combattere i populismi, in Europa e nel Mondo, come ha affermato, al momento dell’annuncio della candidatura, dopo mesi di speculazioni, difficoltà interne alla coalizione e i risultati elettorali non soddisfacenti nei lander tedeschi in cui si è votato nel 2016. Tre minacce rischiano di complicare la rielezione di Angela Merkel a Cancellieri: quella interna del Partito “Alternative fur Deutschland”, quella degli altri partiti “anti-sistema” europei, e l’incertezza della prossime mosse del Presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Sullo sfondo rimane il tema dell’immigrazione, della crisi economica europea, della guerra in Siria, e delle relazioni con i principali Stati mondiali, tra i quali spicca quella con la Cina di Xi Jinping, partner commerciale strategico per la Germania ma la cui relazione bilaterale ha negli ultimi mesi subito un leggero arresto legato al tema degli investimenti cinesi in Germania e nel Vecchio Continente.

Da come Merkel saprà gestire questi problemi nel 2017 dipenderà la sua rielezione: se dovesse completare il quarto mandato al potere, potrebbe superare per durata la permanenza al potere di Khol, ed entrare, ancora più marcatamente, nella Storia dell’Occidente. VL è pronto a un nuovo post, per commentare le prossime mosse della donna più potente al mondo.

Marco Bonaglia per Vivere Liquido

cc-vl