Focus UK- Dopo la Brexit una nuova scommessa: il Mayismo

May durante la conferenza stampa all'ultimo Consiglio europeo

May durante la conferenza stampa all’ultimo Consiglio europeo- credits Number 10 Flickr Account

Lo scorso 5 ottobre la Prima Ministra del Regno Unito, Theresa May, ha tenuto un discorso molto importante per chiudere l’annuale Conferenza del Partito Conservatore Britannico. Il discorso non ha avuto molto spazio sui media italiani, ed è passato forse inosservato, più per gli altri temi di politica interna (referendum, situazione di campagna elettorale italiana permanente) che hanno dominato, purtroppo come molto spesso fanno, la scena. Ma il discorso della May, a un blog che vuole raccontare e analizzare il cambiamento, non è passato inosservato.

Il sito “businessinsider” ha parlato di “chimera” per definire i contenuti del discorso: si sarebbe verificato infatti un cambio radicale a livello di policy nel nuovo Governo britannico, di cui la May è la guida. Se Cameron di fatto ha negli ultimi anni portato avanti un programma conservatore “classico”, caratterizzato dai tagli alla spesa pubblica proposti dal Cancelliere Osbourne e riduzione del deficit, la May si è spostata verso il centro dello spettro politico britannico, e, seguendo forse quello che avviene in tutta Europa negli ultimi anni, ha virato di fatto da posizioni di partito storico ideologico a quelle di un partito liquido, capace di muoversi sulla scena e di occupare ogni spazio lasciato libero dagli avversari, multiforme, mutevole. Come un liquido, che a seconda del contenitore può assumere una forma diversa, così il Partito della May si è preso il centro della scena, in un Paese ancora scioccato dalla Brexit e in cui gli avversari politici, anche quelli che in apparenza potevano uscire vittorioso e rafforzati dal referendum, si stanno leccando le ferite. E’ il caso dello UKIP, che è stato il vero trionfatore della Brexit e che non ha ancora un leader, dopo il ritiro dalle scene di Nigel Farage, il politico attore dalla retorica brillante, in particolare dai banchi del Parlamento Europeo. Ma anche il Labour, o forse è il caso di chiamarlo “Old Labour”, guidato da Jeremy Corbyn, fresco vincitore della contesa a guida del Labour (lo scorso settembre Corbyn ha sconfitto Owen, il suo sfidante, che lo aveva fronteggiato nella campagna elettorale per l’elezione a Segretario, avvenuta dopo soltanto un anno dalle precedenti elezioni interne), avendo virato a sinistra, e avendo quindi liberato una prateria per le ambizioni della May, si è inflitto un possibile autogol. Persino Tony Blair, discusso ma vincente ex Primo Ministro del “New Labour”, si è detto disposto a tornare in campo per rivitalizzare il centrosinistra britannico. Per quanto riguarda i Liberal Democratici, devono ancora riprendersi dalla scoppola quasi letale delle ultime elezioni, quando hanno visto le proprie truppe parlamentari ridursi a un numero insignificante, partendo da una posizione di “junior partner” del primo Governo Cameron. Lo Scottish National Party invece, sembra orientarsi verso la richiesta di un secondo referendum per l’indipendenza della Scozia. 

Il Governo May- Credits Number 10 Flickr Account

Il Governo May- Credits Number 10 Flickr Account

C’è chi si è spinto quindi, come il “Times“, a parlare di Mayism: una chimera che accarezza gli elettori di centro, quelli dell’estrema destra e quelli di centrosinistra. Lo si è visto nei temi affrontati nel discorso della May: un’economia che funzioni per tutti, una rivoluzione britannica silenziosa, un nuovo centro politico da esplorare, un Regno Unito globale, e un mercato che faccia quello che è più giusto per i lavoratori. Un capolavoro di liquidità politica, un manifesto di opportunismo e di cinismo, un esempio di partito de-ideologizzato. Il Partito Conservatore non punta solo a essere un partito “pigliatutto”, ma a occupare gli spazi degli avversari, a volersi imporre come unica alternativa credibile davanti a un Paese scioccato, diviso, in difficoltà economica e con un futuro incerto. Come sostiene Marco Mancassola, di Internazionale.it, “la visione politica del Mayismo include posizioni politiche di estrema destra sull’immigrazione, posizioni di apparente centrosinistra sull’economia, condite da dosi di populismo e di nazionalismo”. Insomma, secondo il commentatore, il Regno Unito dopo la Brexit sembra avere un volto poco piacevole.

Il numero 10 di Downing Street- Credits Number 10 Flickr Account

Il numero 10 di Downing Street- Credits Number 10 Flickr Account

Secondo Martin Wolf, in un articolo pubblicato sul Sole24Ore, una hard Brexit, visti i contenuti del discorso della May, sembra più probabile ora rispetto a una soft Brexit. May ha infatti cercato di arroccarsi su posizioni rigide (dovute probabilmente anche al fatto che stesse parlando di fronte ai propri sostenitori), evitando di paragonare il Regno Unito al “modello norvegese” o al modello svizzero”, ma sostenendo l’unicità di un “Regno Unito indipendente e sovrano”, di fronte a “istituzioni sovranazionali che hanno la priorità sui Parlamenti e tribunali nazionali”. La Brexit, quindi, come rivoluzione silenziosa, come punto di svolta storico per il Paese, come occasione per coloro che sono stati colpiti negli anni più duramente dalla crisi finanziaria e che meritano una società che funzioni per tutti, un’economia efficiente per tutti, una democrazia funzionale per tutti. Così, se da una parte May sosteneva le ragioni dei votanti pro-Brexit, al contempo faceva l’occhiolino ai meno abbienti, elettorato storicamente vicino al Labour, ora disorientato, alla ricerca di una nuovo punto di riferimento. Perché la Brexit sembra aver azzerato, per ora, le ideologie, lasciando spazio a una fase di transizione per la politica britannica, dalla quale i Partiti storici potranno uscirne a pezzi, in una lotta senza esclusione di colpi. Vedremo quindi se il “Mayismo”, la sfida che Theresa May e la scommessa che sta giocando, porteranno a nuove elezioni anticipate, alla disintegrazione delle opposizioni, o alla sconfitta del Regno Unito.

Marco Bonaglia per Vivere Liquido

cc-vl