VL Eventi- Quale Europa dopo Brexit?

Credits Vivere Liquido

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Mercoledì 20 luglio si è tenuto presso l’Ufficio di Informazione del Parlamento Europeo di Milano, in Corso Magenta 59, un incontro organizzato da “Vivere Liquido” e “Il Caffè Geopolitico” dal titolo “Quale Europa dopo Brexit ?”, al quale hanno partecipato con entusiasmo tante ragazze e ragazzi, amici e appassionati, ospitati dal Direttore Marasà, che ha dato il benvenuto ai presenti e ha permesso poi ai relatori di iniziare il dibattito, incentrato su un tema attuale e in costante aggiornamento, quello del futuro dell’Unione Europea dopo il risultato del Referendum britannico sulla permanenza nell’Unione.

Nei giorni che lo hanno proceduto, ho avuto il grande piacere di lavorare all’organizzazione dell’evento, supportato da Alberto Rossi, Antonio Campati e Filippo Fasulo, che hanno poi animato il dibattito grazie ai loro interventi. Assistere a una partecipazione corposa, interessata e attiva, come quella che ho trovato nella Sala di Corso Magenta non solo mi ha di fatto riempito d’orgoglio e ha rinnovato il mio (già grande) entusiasmo per il tema e l’Unione Europea,  mi ha anche fatto riflettere su noi giovani, sul nostro ruolo di cittadini europei, e sul nostro futuro. Anche se è solo l’inizio, penso che l’evento del 20 luglio possa aver acceso una scintilla, avviato un processo, creato qualcosa di nuovo e di bello. Ora sta a noi, e a tutti i presenti, decidere se continuare, impegnarci ancora per ravvivare ogni giorno le discussioni, e per infondere speranza a un’Unione che non vediamo già morta, ma che vogliamo essere centro e guida del nostro cammino futuro.

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I relatori- Credits Vivere Liquido

Oltre ad alcune foto dell’evento, pubblico ora il mio intervento introduttivo al dibattito, che grazie alla regia di Alberto Rossi è proceduto con gran ritmo e si è sviluppato in modo armonioso. Si è parlato di partiti politici europei, di elites europee e del loro ruolo, di che sistema vorremmo per la nostra Unione, di relazioni internazionali, di Cina, e di tanto altro.

Vorrei ringraziare tutti i presenti, i relatori, il Direttore Marasà e la Dottoressa Bertolini per aver reso possibile quello che la mattina del 24 giugno 2016 era solo una pazza e incerta idea sorta dalla delusione, lo sgomento e anche la rabbia scaturiti da un evento storico.

Il sogno è ora ripartire dal basso, da noi cittadini. Non molleremo, ma continueremo a lottare.

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Credits Vivere Liquido

INTRODUZIONE ALL’EVENTO “QUALE EUROPA DOPO BREXIT ?”

Voglio iniziare questa introduzione con un’immagine. Prima di entrare nell’aereo che mi avrebbe riportato a casa la scorsa domenica ho guardato l’insegna gigante arancione che ne copriva l’ala: EasyJet. Ho pensato che una normalità, viaggiare da una parte all’altra del Continente senza barriere nè grandi difficoltà, poteva ora essere messa in discussione, e che un cambiamento potesse arrivare imperioso e colpire una compagnia che ha reso, assieme ad altre di voli low cost, praticamente facile, economico e vantaggioso spostarsi in Europa, e di conseguenza conoscerne culture, persone, abitudini e anche difetti, per tornare a casa un po’ più europei, un po’ più aperti mentalmente e un po’ più ricchi, nei nostri cuori.

Il 23 giugno si è scritta la storia dell’Europa. 17 milioni di britannici hanno votato per uscire dall’Unione Europea: una scelta democratica, da rispettare, ma  non poco azzardata. Solo la rapida successione di Theresa May a David Cameron come Primo Ministro del Regno Unito, dimostrando la forza di un sistema politico efficiente, ha messo in secondo piano i rischi che la Brexit può portare nel nostro Continente. Non a caso Boris Johnson, Michael Gove, Nigel Farage, i grandi sostenitori dell’uscita, sonoa loro volta usciti di scena in modo quantomeno sorprendente, per la velocità del loro accantonamento (Johnson lo vedremo nei panni di Ministro degli Esteri del Regno Unito, anche se in passato non si è dimostrato troppo diplomatico, mentre Farage lo ritroveremo probabilmente a pescare al fiume e a bere birra al pub). Nei prossimi mesi e forse anni verrà avviato il processo effettivo di Brexit. Chissà con quali incertezze, chissà con che tempi, chissà da quali leader. L’Europa se vuole riguadagnare legittimità deve affrontare il problema Brexit con coraggio e convinzione.

La Brexit ha colpito nel segno. Di solito un momento storico è capace di fissarsi nella nostra memoria e di lasciare un solco profondo, anche a distanza di anni e interpretazioni successive. La mattina della Brexit ho guardato il cellulare e ho letto la parola “Addio” titolata da Huffington Post. Ricordo il messaggio su Facebook di un mio ex Professore, in cui raccontava di essersi svegliato in un mondo nuovo. E ricordo che era con me la donna delle pulizie, con cui ho condiviso il mio sgomento. Ricordo che non ho fatto colazione. Istanti che si sono conficcati nella mia memoria per sempre, e che racconterò ai miei figli.

Per me questa è stata Brexit, e per questo ho fortemente voluto organizzare questo incontro.

Perché credo nell’Europa. Perché sono orgoglioso di essere europeo, in un mondo in cui americani e cinesi sono sempre più competitivi e meno cooperativi. Perché il mio futuro voglio che sia europeo, e non solo italiano, o lombardo. Perché vivo a Milano, una città che deve sentirsi europea e che sta lavorando per esserlo ogni giorno di più. E perché, molto modestamente, con questo evento intendo parlare di Europa e parlandone svegliare le coscienze dei presenti. Vorrei che dell’Europa avessimo la nausea. Ma non per le notizie che fa comodo comunicare sotto elezioni, o per le accuse continue alle Istituzioni Europee. Vorrei che si parlasse di Fondo Europeo di Sviluppo, di Erasmus Plus, di Horizon 2020, e anche di Easy Jet. Vorrei che nelle scuole esistesse la materia “Storia Europea”. E vorrei che il tema non passasse in secondo piano, sostituito sulle prime pagine da pur gravi altri problemi.

Questo perché ritengo da ventiseienne europeo che l’era dei dubbi debba finire: nel contesto internazionale o si fa l’Europa o si muore (parafrasando qualcuno). Come collaborare con Cina, India, Stati Uniti, Russia, ASEAN, se non da un punto di forza europeo? Come non contare nelle contrattazioni economiche e commerciali se non da un punto di forza europeo? Come non pensare a nuovi investimenti, a nuovi trattati di libero scambio, se non sulle basi di un mercato comune ancora da migliorare e fortificare? L’Unione Europea è parte di noi. Noi siamo parte dell’Unione. Quando in Cina mi chiedevano da dove venissi io dicevo “dall’Europa”, e quando mi facevano di nuovo la domanda rispondevo nello stesso modo.

Questa Europa dove andrà dopo Brexit? Oggi ne parleranno dei giovani, brillanti, ricercatori, che ho avuto il piacere di conoscere negli ultimi anni e apprezzare per la loro passione, intraprendenza, onestà intellettuale. E per il loro coraggio di mettersi in gioco, anche oggi. Spero che i loro interventi possano anche solo per una breve ora che condivideremo, instillare certezze, e non dubbi, convincere gli scettici, ma senza ideologizzarli, fornire pareri cercando soluzioni, aprire la via a ulteriori approfondimenti, ulteriori dibattiti, ulteriori incontri.

Ringrazio infine il Direttore Marasà e la Dottoressa Bertolini per aver creduto nella nostra folle idea di organizzare un dibattito a fine luglio. Anche questo fa capire quanto le persone, e non i funzionari, come spesso sono chiamati, che lavorano in Europa, tengano a questo immenso, complicato sogno quotidiano, dal quale ci svegliamo ogni volta con una nuova difficoltà, ma che resta sempre sullo sfondo, ricordandoci chi siamo.

Iniziamo, buon dibattito. Viva l’Europa.

Marco Bonaglia per Vivere Liquido

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