Focus eBooks- Dalla carta al digitale: come un Kindle cambia la vita

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Un Kindle con un testo in cinese

Il passaggio non è di quelli più semplici, specialmente per un “nativo cartaceo”, un lettore che per l’intera sua vita, dall’infanzia all’adolescenza e alla vita adulta, ha utilizzato per svagarsi, studiare e apprendere solo libri di carta. In questo post vi spiegherò perchè ritengo che gli e-book siano il futuro, e che abbiano più pregi che difetti. Trasferirsi dalla carta al digitale ne vale la pena.

Ho acquistato un Kindle Paperwhite lo scorso dicembre, come regalo per mio padre. Come tutti i regali forse però era un regalo che avrei voluto per me, perchè amo leggere e al contempo ero interessato al nuovo giocattolo elettronico. Allo stesso tempo mi affascinava l’idea di andare contro il lettore che ero stato negli ultimi vent’anni: un fervido divoratore di volumi di carta e quasi feticista della dimensione spaziale del libro. Il Kindle rappresentava l’opposto: il dispositivo conteneva una serie di semplici file in formato mobi., caricati su di un unica piattaforma, leggera, pratica, da portare sempre con me e da riempire con un’intera biblioteca, annullando di fatto interi scaffali, polvere, ma anche il fascino di avere della carta tra le mani e di poter vivere un’esperienza che va al dì la dei semplici contenuti.

Ebbene, dopo poche ore di studio del nuovo giocattolino, il Babbo per ragioni di tempo e anche perchè in fondo ha preferito i libri di carta, ha abbandonato il Kindle nel primo cassetto del suo studio. Per quasi un anno, il Kindle è rimasto nel cassetto. Nel frattempo, forse perchè il regalo non era per mio padre, ma perchè lo desideravo e mi intrigava il suo possesso, mi ero portato avanti. Avevo scaricato sul mio tablet l’applicazione di Amazon, e avevo provato a iniziare dei romanzi digitali, i cosiddetti “ebooks”. Il primo acquisto è stato il libro che ha mi dato l’idea per il blog, “Modernità Liquida” di Baumann, uno dei più grandi sociologi viventi e probabilmente dell’ultimo secolo. Sul tablet però avevo troppe distrazioni: potevo connettermi a internet, leggere una mail appena arrivata, informarmi su wikipedia riguardo ai contenuti dell’ebook e sull’autore, passando poi a Youtube per vedere le sue interviste, lasciando così l’applicazione del Kindle aperta, ma sullo sfondo, perdendo di vista il vero obiettivo, ovvero leggere e rilassarmi. Mentre il Kindle di mio padre si riempiva di polvere i miei tentativi di avvicinarmi al digitale fallivano, soprattutto perchè dovevo concentrarmi sulla scrittura della tesi magistrale, e avevo bisogno per studiare di libri di carta, da sottolineare, stropicciare, rendere vissuti. Utilizzando in particolare testi che potevano avere una decina di anni (pubblicati prima dell’avvento dei Kindle moderni) o scaricando dalla biblioteca virtuale dell’università dei testi pdf che avrei poi stampato visto le poche pagine che occupavano, la carta era tornata imperiosa nella mio quotidianità. Oltre a ciò, la mattina ritrovavo il piacere di rilassarmi sfogliando i giornali, prima di rituffarmi nella stesura macchinosa della tesi. Carta e solo carta, dalla mattina alla sera, nelle lunghe serata spese in Università o a casa a scrivere di investimenti cinesi in Unione Europea. Il Kindle quindi restava spento, lo schermo nero, senza vita.

Credits Bfishadow Flicrk account

Credits Bfishadow Flicrk account

Uno dei vantaggi di vivere in una città come Milano è che i mezzi pubblici funzionano, sono pratici e collegano ogni angolo della sua superficie. Tram, bus, metropolitana, ma anche il passante ferroviario e, per uscire da Milano, anche i treni regionali, rendono Milano una città interconnessa con il tessuto urbano centrale e quello adiacente. Nei minuti che possono passare da una corsa all’altra, mi è sempre piaciuto sfogliare un libro, tenerlo tra le mani. Quando ero pendolare e per andare in Università impiegavo quaranta minuti, avevo il tempo giusto per concentrarmi su un romanzo o un saggio anche impegnativo. Purtroppo, o per fortuna, la durata dei miei spostamenti si è progressivamente ridotta, e mi è riuscito sempre più complicato leggere un libro in tram, o in metro. Piccolo o grande che fosse, tirarlo fuori dallo zaino, e poi riporlo, in mezzo alla gente, nel caos quotidiano, mi riusciva sempre più difficile e meno automatico. La tesi era finita, aspettavo solo il giorno della laurea per chiudere l’esperienza della magistrale. Tutti i volumi utilizzati per la tesi, gli articoli, i saggi, ora occupavano spazio, si accatastavano sulla scrivania, creando una montagna di carta che si sarebbe inevitabilmente consumata con il tempo, sottraendo spazio per le nuove ricerche. E in più non potevo portarmeli più in Università, visto che erano cresciuti in maniera esponenziale dall’inizio delle ricerche per la tesi. L’unica soluzione era quindi ottimizzare lo spazio, ma non sapevo bene in che modo. Molti dei libri utilizzati li avevo comprati su Amazon e poi ne avevo stampate parti, o molti dei documenti erano pdf. Così, arrivò l’illuminazione. Presi il primo treno per tornare alla casa dei miei, lo zaino praticamente vuoto, da riempire con un solo oggetto dal ruolo finalmente giusto per risolvere la momentanea difficoltà: il Kindle di mio padre, quello del cassetto della scrivania.

Quello è stato il vero motivo per cui ho deciso di passare a Kindle, dopo mesi di carta presente in ogni angolo della casa: il salvataggio di spazio, la praticità, la sua leggerezza. Potevo tenerlo nella tasca della giacca, portarmi appresso una valanga di documenti utili per la tesi, per il ripasso e condivisibli all’istante grazie a una rete wifi. La mia tesi quindi diventava digitale, così come lo sono diventati poi il mio CV aggiornato e tanti altri documenti fondamentali. Una libreria portatile, un archivio incredibile sempre in movimento, sempre a disposizione.

Credits Raymond Fruseth Gangstad Flickr Account

Credits Raymond Fruseth Gangstad Flickr Account

Con il passare dei mesi però ho trovato altre virtù dell’e-reader più famoso e venduto al mondo, e, più in generale, elementi positivi nel leggere degli ebook.Tablet e gli smartphone sono dei piccoli computer e tramite le applicazioni scaricabili dagli store possono arricchirsi di innumerevoli funzionalità. Con un buon smartphone oggi è possibile portarsi l’ufficio in strada e nel nostro privato, ma anche snaturare il nostro privato stesso. Mail, social network, app di news e della propria banca convivono nello stesso dispositivo, a volte appesantendolo se non gestite in modo pratico e soprattutto se non creano una dipendenza dalle notifiche nociva per il nostro tempo.

Con il Kindle ho superato questo problema: riesco a concentrarmi perfettamente su ciò che leggo, e lo faccio anche più velocemente rispetto a un libro cartaceo. L’ebook, anche se in un dispositivo elettronico, è di fatto un libro, realizzato soltanto in un altro formato, mentre sono distanti anni luce le altre mille funzioni degli smartphone, spesso invasive e portatrici di profonde distrazioni. E anche se non si tratta di carta, si vive ancora la semplicità del solo testo a riempire lo schermo.

Se inoltre si ama viaggiare, o ci sposta spesso, sia in città che nelle altre regioni o Stati, il Kindle è perfetto. Dispone di una buona carica, è veramente leggero, si può portare in spiaggia, sui monti, o appoggiare su una tavola mentre si sorseggia un caffè. L’ho provato molto spesso in treno e l’effetto è stato positivo: riuscivo a leggere con tranquillità e rilassarmi, come ai tempi da pendolare, con meno peso e più semplicità, passando anche da testo a testo da ebook a pdf, approfondendo un certo argomento senza però andare in profondità come con uno smartphone, ma basandomi solo sulla libreria esistente. Effettuando una ricerca in modo orizzontale, e non verticale, nella quale l’attenzione era sempre presente, evitando il rischio di allontanarmi dal testo di partenza.

Credits Ryan G. Smith Flick Account

Credits Ryan G. Smith Flick Account

Dopo tanti anni di letture tradizionali con Kindle sono tornato a considerare la parola e i contenuti il vero elemento centrale della narrazione. Se in passato mi facevo rapire da una copertina lucente, o dalla grandezza e pesantezza del volume che volevo acquistare, con Kindle questo non avviene più. I colori sono il bianco e il nero, e il testo diventa il protagonista. A volte ammetto di aver comprato un libro cartaceo non solo per la sua storia, ma per tanto altro. Ora leggo di più, informandomi maggiormente su Goodreads o online, e valutanto con interesse le recensioni degi altri autori, discostandomi dai mesaggi del marketing. Con Kindle paradossalmente i libri sembrano piatti, e mi sento pronto a leggere anche e book che prima non avrei mai affrontato, come i romanzi dell’ottocento per esempio, o l’Ulisse di Joyce.  Poi, naturalmente, viene il prezzo. Gli ebook costano meno rispetto ai rispettivi cartacei. Non troppo di meno, ma penso valga la pena di investire su un formato che non si danneggerà con il tempo, utilizzabile su altri dispositivi e da caricare sulla “nuvola”, senza la paura di perderlo, e con la possibilità di scaricarlo quando è necessario.

Infine, la produttività. Da quando leggo con Kindle, grazie alla possibilità di trasformare con un’app gli screenshot degli articoli del tablet in file pdf che mi interessano e che mi servono per scrivere i nuovi post, riesco a produrre molto di più. In questa società della conoscenza, dei miliardi di dati disponibili ovunque nel web, disporre di un dispositivo pratico e senza distrazioni è la soluzione ottimale, che mi ha aiutato a migliorare anche la qualità dei post scritti per Vivere Liquido. La carta la utilizzo per fare schemi, che mi aiuteranno poi nella stesura del nuovo articolo. Posso poi modificare i file pdf creati, aggiungendo nuove informazioni e immagazzinandole nel Kindle, rimanendo sempre aggiornato e disponendo di questi file appena ne sentissi il bisogno. Dispongo di un archivio personalizzato e sempre pronto.

Credits KnitSpirit Flick Account

Credits KnitSpirit Flick Account

Sebbene Kindle abbia anche diversi difetti, posso dire che da quando lo utilizzo regolarmente la mia vita di lettore è migliorata. Ho ritrovato lo slancio di quando ero al liceo, quando tra un compito di greco e uno di fisica leggevo un libro ogni due settimane. Sono tornato a leggere romanzi, dopo che per diversi anni per scelta mi ero buttato solo sulla saggistica. Forse anche questo è un pregio del Kindle, rendere i diversi generi più accessibili, e grazie alle sue caratteristiche, riaccendere la passione per la lettura. E pensare che questo pezzo non è una marchetta, ma una dichiarazione di amore alla lettura, che vive in nuovi formati. 

Marco Bonaglia per Vivere Liquido

CC VL