Urban China- Chengdu, una protagonista del settore agricolo

chengdu_agriculture_1

In occasione della Fiera agricola del Sichuan lo scorso ottobre sono stati annunciati investimenti di circa 43 miliardi  di yuan (più di 5,6 miliardi di euro) in 61 progetti agricoli da parte del Governo della Provincia del Sichuan, in collaborazione con l’Ufficio centrale dell’Agricoltura e il Ministero dell’Agricoltura. Il Forum dell’Agricultura moderna, tenutosi durante la Fiera, ha cercato di approfondire il tema della riforma rurale, lanciata lo scorso anno dal Terzo Plenum del Partito comunista cinese,in relazione allo sviluppo di un’agricoltura moderna e sostenibile.

Conosciuta storicamente come “Provincia dell’abbondanza”, il Sichuan è una delle Province cinesi che più contribuiscono alla produzione e all’export di prodotti agricoli del Paese, tra i quali si possono annoverare grano,mais,riso, canna da zucchero, patate dolci, pesche, uva e frutti tropicali. Lo stesso vale per la quantità di bestiame e di maiali, di cui il Sichuan è il leader nazionale,di risorse minerarie e di legname. Circa metà della popolazione della parte occidentale della Provincia inoltre è dedita alla pastorizia, ed è presente un gran numero di capre, asini, cavalli e yak. Il più importante accadimento degli ultimi anni è stato il sisma del 2008, che ha ucciso circa 13 milioni di animali di allevamento, danneggiato oltre 33 mila ettari di terreni agricoli, oltre 20 mila ettari di terreni orticoli e 100 mila ettari di risaie, e che ha pesantemente colpito il settore agricolo, che prima del terremoto forniva alla Cina il 6%della produzione di cereali, l’8% dell’olio vegetale e il 5% dei prodotti orticoli. Circa 70000 persone hanno perso la vita a causa delle terribili scosse che hanno colpito al cuore la Provincia. Il governo cinese reagì nel 2008 lanciando un piano di stimolo di 586 miliardi di dollari a livello nazionale, destinando parte dei fondi a progetti di ricostruzione e di infrastrutture, cercando di rilanciare l’economia della Provincia. Un ulteriore piano di stimulo economico venne lanciato verso la fine del 2012 dalla Governo Provinciale del Sichuan, per un totale di circa 300 miliardi di yuan, spesi in progetti infrastrutturali, industriali, del settore dei servizi e dell’ambiente.

Un ruolo importante per il settore agricolo, dell’innovazione e della sostebilità ecologica è ricoperto dalla capitale della Provincia del Sichuan, la città di Chengdu, che negli ultimi mesi ha ospitato diversi eventi di rilievo fondamentali per rilanciare la crescita e lo sviluppo. Tra i riconoscimenti alla crescita di Chengdu, possiamo considerare un simbolo significativo la consegna del “patentino di zona ecologica” all’ area del Jinjiang, la prima area ecologica nazionale sorta nel mezzo di un’area urbana in una megalopoli della Cina centrale e occidentale. La città ora ha al proprio interno nove contee e distretti che soddisfano gli standard ecologici nazionali. L’area di Chongzhou ha anch’essa superato il controllo ecologico nazionale, dopo cinque anni di sforzi, nei quali i responsabili hanno lavorato concentrandosi sullo sviluppo di un’agricoltura ecologica, il turismo e le relazioni con le aziende. Chengdu spera in questo modo di essere inserita nella lista delle “Metropoli ecologiche del 2015”.

Un settore che nel Sichuan offre interessanti margini di crescita e che può rappresentare un’occasione per le aziende italiane è quello del vino. Lo scorso marzo e lo scorso ottobre si sono tenute a Chengdu la novantesima e novantunesima “Fiera cinese del cibo e delle bevande”, che hanno visto la partecipazione di 3000 espositori e 200000 visitatori. Un esempio dell’interesse cinese per i vini importati dall’estero è stato rappresentato alle Fiere dal sorpasso simbolico di esposizioni di vino sulle esposizioni di baijiu. Secondo il sito Vinitaly International gli espositori italiani sono stati 700, mentre la partecipazione dei visitatori giornalieri, provenenti da tutta la Cina, ha raggiunto le 8000 unità.

Il Sichuan è considerato il centro vinicolo del paese, con circa il 20% del totale della produzione nazionale. La Cina in questo settore rappresenta un mercato emergente, con un consumo annuo pro-capite pari a 0,38 litri nella media nazionale e 0,7 litri nei centri urbani, secondo i dati de “La Cina nel 2014, Scenari e prospettive per l’impresa”, distribuito dal Cesif della Fondazione Italia-Cina. Quinto paesi per consumatori al mondo, dopo Stati Uniti, Italia, Francia e Germania, nel 2016 in Cina si dovrebbe assistere al consumo di circa 3 miliardi di bottiglie. L’80% dei vini consumati in Cina sono prodotti internamente, ma i vini importati stanno guadagnando terreno, rappresentando oggi il restante 20% del totale.

La Commissione dell’Agricoltura di Chengdu ha infine annunciato che il China-Chengdu EXPO internazionale dell’Agricoltura moderna urbana si terrà dall’11 al 14 di dicembre 2014 al Convention Center di Chengdu, sponsorizzato dal Governo provinciale e dal Dipartimento dell’Agricoltura del Sichuan. L’EXPO, una piattaforma agricola specializzata, integra la condivisione di informazioni, cooperazione commerciale e promozione degli investimenti. L’obbiettivo del prossimo EXPO sarà concentrato sulla tecnologia in agricoltura, cercando di sviluppare ulteriormente il dialogo tra istituti di ricerca, aziende agricole e organizzazioni specializzate in cooperazione, sia cinesi che straniere. All’evento parteciperanno 1000 espositori agricoli e 20000 tra acquirenti e soci professionali.

Marco Bonaglia

Scritto per Focus Cina– Prodotto editoriale di ISPI e Fondazione Italia Cina