Focus World- Stiamo perdendo il Brasile? L’impeachment di Dilma Rousseff

I manifestanti brasiliani credits Radio interativa flickr account

I manifestanti brasiliani
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Il 2016 sarà un anno cruciale per il Brasile. Per la prima volta nella Storia infatti i Giochi Olimpici estivi saranno organizzati in un Paese dell’America Latina, nella città di Rio de Janeiro (città che ha battuto le candidature di Madrid, Tokyo e Chicago) e in Brasile, che nel 2014 ha già ospitato un evento sportivo di caratura internazionale, ovvero i Mondiali di calcio. Ma forse le Olimpiadi saranno travolte dalla tempesta che sta attraversando da Nord a Sud il Paese: una tempesta di tipo politico e giudiziario che ha di fatto gettato il Brasile nel caos a poche settimane dall’inizio di uno degli eventi più importanti della sua storia, sia per il prestigio che essi potrebbero far guadagnare al membro sudamericano dei BRICS, sia per replicare quello che avvenne di fatto nel 2008 con le Olimpiadi di Beijing: certificare l’entrata del Brasile nel club degli Stati più ricchi e potenti del mondo tramite la vetrina di un evento planetario e indimenticabile.

La scorsa settimana il Senato brasiliano ha votato a favore dell’impeachment nei confronti della Presidente Dilma Rousseff, riconfermata nel 2014 Capo di Stato, leader del Partito dei Lavoratori e in passato “delfino” del popolarissimo, anche alle nostre latitudini, ex Presidente brasiliano Lula. Dilma, donna di ferro, in passato ex combattente contro la dittatura brasiliana, è stata allontanata “temporaneamente” dall’incarico di Presidente per sei mesi, e sostituita dal suo ex Vice, Michel Tremer, ora Presidente ad interim, dopo che il Congresso ha votato a favore, in entrambi i rami da cui è composto, della messa in stato d’accusa. Nella Camera Bassa brasiliana il 17 aprile si è superata infatti la soglia dei due terzi richiesta per avviare l’impeachment, mentre il 12 maggio al Senato 55 senatori hanno di fatto affossato Dilma, allontanandola dalla guida del Paese.

Il ritratto ufficiale da Presidente di Dilma Russeff Credits Blog do planalto Flickr account

Il ritratto ufficiale da Presidente di Dilma Russeff
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Dilma negli ultimi due anni è stata accusata di non aver saputo evitare o almeno limitare la pesante crisi economica del Brasile (secondo Forbes la più grave dagli anni trenta del secolo scorso), Paese che durante gli anni della Presidenza Lula è sembrato spiccare il volo insieme a Cina, India, Russia e Sud Africa, membri dei cosidetti “BRICS”, fortunata definizione ideata da Jim O’neill, ex pezzo grosso di Goldman Sachs, per descrivere il nuovo gruppo di Stati emergenti nel panorama economico e politico internazionale. Secondo l’Economist, negli anni della prima presidenza Rousseff il Brasile è cresciuto in media del 2,2% ogni anno, meno di tutti gli altri membri dei BRICS. Nel 2015 inoltre si è verificato un vero e proprio tonfo, che ha portato il Brasile a una decrescita del 3,8% rispetto all’anno precedente. Per il 2016 non si prevede una ripresa, mentre il deficit di bilancio statale è continuato negli anni ad aumentare, a causa dell’aumento della spesa pubblica.

Il Partito dei Lavoratori, di cui Dilma è leader, è stato dilaniato negli ultimi anni da un’indagine che ha portato allo scoperto casi di gravissima corruzione, con appalti truccati, deviazioni illecite di fondi pubblici e scambi di tangenti, come ha scritto il Post.it. Al centro dell’indagine è la Petrobas, la più grande azienda petrolifera pubblica brasiliana: sono stati accusati diversi suoi ex dirigenti, ma anche e membri del Partito di Dilma, a molti altri membri del Congresso del Brasile. Un evento che ha avuto la forza di sconvolgere gli assetti politici interni alla maggioranza di Governo e che ha alimentato la competizione interna tra i leader dei Partiti che sostenevano la Rousseff. Nel frattempo Dilma è stata accusata di aver falsificato i bilanci dello Stato relativi al 2014, e di non aver rivelato al Paese le vere condizioni dell’economia brasiliana in un momento critico: nell’ottobre del 2014 infatti si sono tenute le elezioni presidenziali, che hanno visto Dilma vincere al ballottaggio, ma senza trionfare, come invece avvenne nel 2010, sulla scia dei successi economici di Lula. Molto debole politicamente, abbandonata da parte della sua maggioranza, e con il Paese vittima di una crisi che non sembra arrestarsi, Dilma è stata alla fine allontanata dal potere.

Il logo di Rio2016- Credits Marcos Castellano Flickr Account

Il logo di Rio2016- Credits Marcos Castellano Flickr Account

Gli scenari che si profilano sono ora incerti. Tutto dipenderà da come il Presidente ad interim Tremer riuscirà a fronteggiare la crisi economica, e dai risultati delle indagini a carico di Dilma. Nel caso la Presidente deposta fosse ritenuta colpevole, il Senato si dovrebbe pronunciare a novembre, in un voto che potrebbe essere storico non solo per il Brasile, ma per il futuro dell’intera America Latina. Con il voto contrario di 54 senatori Dilma sarebbe condannata a non ricoprire incarichi pubblici fino al 2024, riaprendo totalmente i giochi per il futuro del proprio partito e del sistema politico brasiliano.

I trentunesimi Giochi Olimpici estivi di Rio, l’evento atteso per anni dal popolo brasiliano, si apprestano dunque a essere disputati in un contesto surreale: la grande sfida degli organizzatori e degli atleti brasiliani in gara sarà riportare il Paese, anche solo per un mese, a tifare, gioire per le vittorie e ad emozionarsi ancora, come se il caso di Dilma Rousseff, il suo impeachment e la crisi economica fossero all’esterno degli stadi e delle strutture sportive.

Marco Bonaglia per Vivere Liquido

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