Focus World- Killer Robots: un nuovo tema di discussione nell’arena internazionale

Credits- Verifex Flickr Account

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Nel 1984, durante la proiezione di Terminator, sicuramente gli spettatori avranno pensato che si trattasse di un film di fantascienza, che i robot non sarebbero mai stati così evoluti da poter uccidere senza il comando umano. Nel 2016 sappiamo che questa fantasia potrebbe diventare una realtà nel prossimo decennio. I governi di varie nazioni si stanno già attivando per creare robot, chiamati Lethal Autonomous Weapons (LAW) o Killer Robots, che siano capace di uccidere qualsiasi persona senza essere controllati da un umano. Questa nuova arma creerebbe innumerevoli problemi dal punto di vista legale: è per questo motivo che dal 11 al 15 Aprile vi è stato un dibattito alle Nazioni Unite di Ginevra durante il quale 14 nazioni hanno richiesto la proibizione di quest’arma letale che rivoluzionerebbe completamente il mondo militare.

Credits Campaign to stop killer robots Flickr Account

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Questo nuovo modello di lotta armata creerebbero un problema etico, descritto dalla campagna “Campaign to stop Killer Robots”: esse potranno avere la capacità di concedere la vita o di distruggerla senza la capacità di capire il contesto e non avranno la capacità di giudizio umano né emozioni come la compassione. Questo avrebbe delle conseguenze nel campo di battaglia perché i LAWs non potranno distinguere adeguatamente i civili dai soldati, oppure potrebbero uccidere un soldato che si sta arrendendo. E se un Killer Robot uccidesse  un civile, a chi andrebbe la responsabilità? Al comandante dell’operazione, al programmatore, al produttore o al robot stesso?

Il fatto di rimpiazzare i soldati umani con delle macchine potrebbe variare il modo in cui la società civile vede le guerre in quanto nessun umano del loro paese perderebbe la vita, e questo potrebbe avere delle conseguenze nefaste in quanto il rischio di iniziare una guerra più facilmente è reale con l’uso di Killer Robots. In aggiunta i “LAWs” potrebbe essere usati da regimi dittatoriali per terrorizzare la popolazione o per uccidere nemici interni del regime. Oltre a ciò, questa tipologia di arma puó creare uno squilibrio militare indifferente tra gli Stati che potrebbero permettersi i LAWs e quelli le cui disponibilità economiche non consentono di spiegare una tale forza bellica. Inoltre avendo questi robots una programmazione digitale, potrebbero subire attacchi da hacker che potrebbero utilizzarli per i propri scopi.

Global Panorama Flickr Account

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Christof Heyns, Inviato Speciale dell’ONU, nel suo rapporto del 2013, oltre a descrivere il problema etico derivante dal uso di queste armi, spiega che questi Robot hanno anche delle qualità che mancano agli Umani: i Killer Robots non potranno reagire seguendo emozioni come la rabbia, la paura o il panico, e, a meno che non programmati specialmente per farlo, queste macchine non causerebbero sofferenza inutile sulla popolazione civile, per esempio con la tortura, e non seviziano le donne, pratica che viene considerata un male comune durante le guerre. Un altro fattore positivo rilevante, secondo l’autore, é che i LAWs potrebbero rimanere in postazione per molto più tempo di un soldato umano. Per di più non necessariamente questi robot saranno armi letali ma potrebbero utilizzare metodi meno mortali di fermare o disarmare l’avversario.

I Governi, nella riunione di aprile e in diverse altre precedenti, hanno discusso una possibile linea politica l’implementazione di una moratoria internazionale. Per la “Campagna per fermare i Killer Robots” è importante che si prenda una decisione il prima possibile, in quanto più i Governi avranno investito nella ricerca per la produzione dei LAWs, meno saranno disposti a fermare la ricerca tecnologica. Gli Stati sono disponibili alla negoziazione e alla discussione riguardo ai “Lethal Autonomous Weapons” ed è dimostrato dai sempre più numerosi pannelli di esperti organizzati dalle Nazioni Unite. Sarà interessante conoscere il futuro delle future negoziazioni, e noi di VL vi terremo aggiornati riguardo agli sviluppi futuri del tema.

Benedetta Cavagna per Vivere Liquido

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