Focus UE- Verso i “Partiti liquidi”: le recenti evoluzioni del sistema politico europeo

Lenin and the Apple- Credits Kate Kate Flickr account

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In Europa siamo di fronte a una transizione politica epocale. I partiti storici del centrosinistra e del centrodestra europei, come il Partido Popular in Spagna, la CDU della Merkel in Germania, il Labour Party del Regno Unito, ma anche Forza Italia e lo stesso Partito Democratico in Italia stanno attraversando una grande fase di incertezza e di spogliazione progressiva delle proprie componenti ideologiche, che ne hanno costituito l’ossatura negli scorsi decenni. Secondo Damiano Palano, Docente di Scienza Politica all’Università Cattolica di Milano, nel suo ultimo lavoro “Una democrazia senza partiti” i “partiti di massa” novecenteschi sono progressivamente sostituiti dai “Partiti liquidi” del ventunesimo secolo, nuove forme di aggregazione molto più instabili e variabili nel tempo rispetto al passato.

Nel contesto di profondo mutamento dei Partiti tradizionali europei si inseriscono nuovi partiti, come il “Movimento 5 Stelle” in Italia, o “Alternative für Deutschland” in Germania, o ancora Podemos in Spagna, mentre altri partiti più strutturati e presenti sulla scena già da molti anni, come l’UKIP nel Regno Unito o il Front National in Francia guadagnano terreno. Oltre alla sempre minor importanza delle differenze ideologiche tra i diversi partiti, sono subentrati nuovi “cleavages”, o elementi di frattura e di sfaldamento, capaci di ridisegnare nuovi spettri politici. Un esempio è quello dell’appartenenza o meno all’Unione Europea, o al tipo di appartenenza alla UE, o ancora l’appartenenza o meno al gruppo dei Paesi Europei che hanno adottato l’Euro, Un altro tema che negli ultimi anni ha fatto sì che si formasse un fronte a favore e uno contrario è quello dell’immigrazione, con la crescita in tutta Europa dei Partiti contrari o a favore di una dura regolamentazione della stessa. Questo tema, così come quelli del lavoro e dell’occupazione, discussi a livello continentale, sono entrati prepotentemente nelle case delle opinioni pubbliche europee e hanno plasmato anche i Partiti, che rispondono alle opinioni pubbliche nazionali, perché di fatto devono ottenere dei successi elettorali nei propri Paesi di appartenenza.

Il logo di Podemos- Credits Foto de camicetas di santi ochoa Flickr Account

Il logo di Podemos- Credits Foto de camicetas di santi ochoa Flickr Account

Lo sfaldamento del sistema e la transizione sta avvenendo quindi su vari livelli ed è in costante evoluzione. Ne è un esempio il caso delle elezioni presidenziali in Austria, o dei risultati alle ultime regionali in Germania, mentre la complicata situazione spagnola si è risolta finalmente nelle ultime settimane (si terranno nuove elezioni il 26 giugno prossimo, dopo che i Partiti non sono stati in grado, secondo i risultati delle elezioni del dicembre 2015, di creare una maggioranza stabile e di governo al Parlamento spagnolo). In Italia si è spesso parlato negli scorsi mesi di un “Partito della Nazione” centrista, guidato da Renzi e capace di attrarre verso di sé diverse componenti del vecchio centrodestra berlusconiano, come il Partito di Alfano, o quello di Verdini, così come altri Partiti minori. Ma in questo caso sarebbe meglio, a mio avviso, riflettere sulle alternative attuali al Partito della Nazione: di fatto, secondo i risultati delle scorse elezioni del 2013, in Italia un Governo di coalizione era forse l’unica possibilità per realizzare riforme, e la fattibilità del presunto progetto sarà messa alla prova dal Referendum Costituzionale del prossimo ottobre, vero punto di svolta della politica italiana e possibile elemento fondante della “Terza Repubblica”.

Sadiq Khan- Credits Policy Exchange Flickr Account

Sadiq Khan- Credits Policy Exchange Flickr Account

Un esempio interessante di cambiamento, anche se nel contesto ormai non più rigidamente bipolare del sistema politico inglese, è dato dalla vittoria ormai scontata del candidato del Labour Party, Sadiq Khan, alle elezioni per eleggere il nuovo Sindaco di Londra. Khan è musulmano, e anche se candidato di un Partito storico, porta innovazione all’interno del sistema. Anche se si potrà parlare veramente di cambiamento solo basandosi sulle decisione prese dal futuro sindaco, e non soltanto concentrandosi sulla sua fede religiosa. Ma la vittoria di Khan avrà un ruolo importante anche nell’influenzare i londinesi nel Referendum che si terrà a giugno sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europeo, un altro elemento potenzialmente destabilizzante per il sistema. Khan è a favore dell’UK nella UE, e la sua figura si porrà in netto contrasto con il Sindaco uscente di Londra, Boris Jhonson, a favore invece della “Brexit”. 

Il sistema politico europeo è in mutamento, e nei prossimi mesi del 2016 VL seguirà per voi le sue evoluzioni.

Marco Bonaglia per Vivere Liquido

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