Focus World- Bombe nucleari: è possibile bandirle per sempre?

La visita di Kerry in Giappone ha riportato in auge il tema dell’uso e dell’utilizzo delle bombe nucleari. Un tema delicato la cui gestione internazionale  ha registrato in passato progressi e fallimenti, ma mai un decisivo cambio di rotta. Secondo Benedetta Cavagna, nuova collaboratrice di Vivere Liquido, sembra che però qualcosa si stia smuovendo. Oggi presentiamo la sua analisi. Buona lettura 

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Memoriale dedicato a Sadaki Sasaki, a Hiroshima- credits Chocogato flickr account

 

Il 10 Aprile il Segretario di Stato americano John Kerry ha visitato il memoriale della pace di Hiroshima. Un luogo che ricorda l’impatto devastante della prima bomba atomica scoppiata 70 anni fa. Anche se Kerry si è dimostrato empatico con le sofferenze Giapponesi e ha ribadito la volontà Statunitense di rendere effettivo il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (NPT), non ha menzionato nessuna scusa per le atrocità causate il 6 agosto 1945.

La visita di Kerry tuttavia è particolarmente promettente se si pensa ai risultati del gruppo di lavoro (OEWG) che è avvenuto dal 21 al 26 Febbraio a Ginevra, con il mandato di discutere misure legali volte al raggiungimento di un mondo libero dalle armi nucleari e dare raccomandazioni su una varietà di temi differenti.

Diversamente delle riunioni precedenti, alla società civile è stato permessa una maggiore partecipazione che ha portato a una più fruttuosa interazione con i governi.

I rappresentanti governativi hanno discusso le misure legali che potrebbero essere prese. Essendo le potenze contro la negoziazione per l’eliminazione del loro arsenale nucleare, una soluzione possibile sarebbe un trattato che proibisca le armi nucleari. Esso non avrebbe bisogno dell’approvazione degli Stati che posseggono armi nucleari, anche se, l’effettiva utilità di questo trattato, come è stato affermato dalla Norvegia, si basa sulla volontà degli Stati Nucleari (NWS) d’implementarlo. Secondo Reaching Critical Will, NGO che si occupa delle questioni legate al disarmo, i NWS sarebbero contrari alla proibizione delle armi nucleari perché questo li forzerebbe ad abbandonare la loro dipendenza verso queste armi che sono solo una risorsa illusoria di sicurezza in quanto non possono essere utilizzate.

 

Hiroshima dopo la bomba- credits xiquinhosilva Flickr Account

Hiroshima dopo la bomba- credits xiquinhosilva Flickr Account

Durante l’incontro è stato inoltre discusso l’impatto umanitario dell’uso della bomba atomica, tema che è stato presentato e dibattuto durante le conferenze internazionali a Oslo, Nayarit e a Vienna. Proprio alla conferenza di Vienna, l’Austria ha presentato l’impegno umanitario,  supportato da 125 stati, nel quale chiede agli Stati, a causa dell’impatto umanitario di queste bombe, di ricercare misure effettive per l’eliminazione delle armi nucleari attraverso  l’implementazione dell’articolo VI del Trattato di Non Proliferazione (NPT).

La problematica riguardante l’uso e il possesso di arsenali atomici è da sempre un tema di difficile negoziazione nelle sale delle Nazioni Unite. Da una parte infatti vi sono gli Stati che posseggono questa tipologia di armi e che sono poco favorevoli a un trattato che le proibisca. Dall’altro lato del ring vi sono stati come Austria, Irlanda e Messico che spingono per la messa al bando del nucleare. Nel 1970 NPT, l’unico trattato che contiene un  impegno legalmente vincolante per l’eliminazione delle bombe  nucleari, è divenuto una legge internazionale. Da allora nessun progresso è stato fatto.

Il problema principale infatti è se raggiungere il completo disarmo attraverso una strategia progressiva di denuclearizzazione (step-by-step approach), preferita dagli stati nucleari, o attraverso un trattato definitivo che le proibirebbe. Negli ultimi anni, diversi Stati hanno incominciato ad analizzare e ad usare il tema dell’ impatto umanitario, per spingere al disarmo definitivo, con risultati che sembrerebbero fruttiferi.

Le discussioni continueranno durante un altro gruppo di lavoro che avrà luogo dal 2 al 13 Maggio. I Governi e la Società civile continueranno a discutere su come colmare la lacuna legale per la proibizione del nucleare, sull’impatto umanitario e su come riuscire ad ottenere una maggiore trasparenza di informazioni sull’arsenale degli Stati Nucleari.

VL- Benedetta Cavagna

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