Focus UE- Angela at 10

DIECI ANNI DI ANGELA MERKEL- L’ANALISI DI VL

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Credits UN Women Flickr Account

Dopo il post precedente che riguardava il viaggio della Cancelliera tedesca in Cina dello scorso Ottobre, VL torna a parlare di Angela Merkel. Lo fa per “festeggiare” i suoi primi 10 anni di potere in Germania e nell’Unione Europea. “Mutti”, come viene chiamata dai tedeschi, è il leader europeo da più anni al potere. Nessuno inoltre,tra 28 leader dell’Unione, ha l’esperienza della Merkel nel gestire la politica interna, europea e internazionale.

Da outsider a centro indispensabile della politica tedesca

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Ritratto di una giovane Merkel, Credits Lutz Teutloff Flick account

Se nel 2005 la sua vittoria alla elezioni federali tedesche era stata quasi inaspettata, e lei si presentava come un’outsider di fronte al Cancelliere uscente Schroeder, negli anni Merkel si è costruita in patria un’immagine di politico concreto, realista e sui cui poter far affidamento. Alle elezioni del 2013 ha guidato la CDU  (il proprio partito, di cui è leader dall’Aprile 2000) a ottenere un risultato rimarchevole, distanziando i Socialisti di quasi sedici punti e “cancellando” di fatto i liberali dal Parlamento tedesco. Rieletta Cancelliere per un terzo mandato, Merkel riuscirà così a uguagliare Kohl per numero di giorni al potere in Germania. Se vincesse per una quarta volta, nel 2017, potrebbe addirittura superarlo, diventando così il politico democraticamente eletto più a lungo al potere nella storia tedesca.

Grazie alle riforme volute dalla Coalizione rosso-verde dei primi anni duemila, Merkel ha potuto inizialmente “vivere di rendita” in Germania, grazie ai benefici effetti delle misure decretate da Schroeder, per poi guidare la ripresa economica e la drastica diminuzione del tasso di disoccupazione nazionale, rafforzando l’economia tedesca e facendo crescere le esportazioni in tutto il mondo. 

La dimensione europea e mondiale del potere Merkelliano

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Merkel al recente G7 organizzato dalla Germania, credits Metropolico.org Flickr account

In Europa Mutti ha ricoperto negli ultimi anni in particolare un ruolo fondamentale. E’ lei che ha guidato l’Unione europea negli anni della crisi, imponendo misure di austerity alle periferie del continente e gestendo, in modo cinico, la crisi greca e quella italiana. E’ lei ad ever guidato la CDU alle ultime tornate elettorali europee, quando il ruolo giocato dal “sistema Germania”nella scelta dei leader delle Istituzioni europee è stato eccezionale. Oltre a Schultz (socialista ma tedesco, rieletto nel 2014 Presidente del Parlamento europeo) e a Juncker ( ex premier del Lussemburgo ma anche ex Presidente dell’Eurogruppo), figurano nella lista anche l’attuale Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, olandese, e diversi funzionari di tutte le Istituzioni, per i quali l’appoggio tedesco ha garantito posti chiave. Ed è sempre Mutti che negli ultimi mesi ha compiuto un gesto di forte cambiamento, quando si è trattato di dare il via libera agli immigrati siriani, senza imporre un tetto che ne limitasse l’afflusso in Germania. Mossa che ha portato nelle ultime settimane a smottamenti all’interno dell’alleanza di Governo, e che le ha attratto diverse critiche da parte dello storico partito alleato, la CSU Bavarese.

Nel Mondo invece, nell’arena anarchica per eccellenza secondo gli studiosi realisti delle relazioni internazionali, Merkel ha costruito, passo dopo passo, la sua forza, facendo sì che la Germania diventasse il punto di riferimento a cui guardare quando si dovesse trattare di Europa, e una certezza del punto di vista economico finanziario quando i leader dei Paesi emergenti intendessero aprire il portafogli. Merkel ha compiuto otto visite in Cina nei dieci anni al potere, conosce profondamente la Russia per il suo passato di cittadina della Repubblica Democratica Tedesca e parla il russo, mentre è forse l’unica leader del Continente che può mettersi sullo stesso piano del Presidente americano di turno. Nella crisi recente infatti Merkel ha contrapposto l’ordoliberalismo tedesco al capitalismo di matrice anglosassone, sostenendo come i conti in ordine e le riforme potessero garantire stabilità e crescita. Se tutto questo ha funzionato in Germania, rimangono tuttavia dei dubbi sui risultati dell’austerity in altre parti d’Europa. 

Il futuro: perno o freno al cambiamento?

Per quanto riguarda il futuro, in un panorama europeo ancora incerto nonostante la debole ripresa e in quello mondiale caratterizzato da crisi diffuse, a partire da quella dei migranti e dell’ISIS, alla decellerazione nella crescita economica dei BRICS, Merkel rimane forse l’unica certezza (almento sicuramente nell’Unione Europea)a cui guardare. Ma anche sul fronte interno si sono aperti recentemente delle crepe, e i prossimi due anni saranno decisivi: Mutti dovrà prima guidare la CDU nelle campagne elettorali di 3 fondamentali stati tedeschi, per poi decidere se ricandidarsi alle elezioni del 2017, quando non solo tutta Europa, ma il Mondo intero seguiranno le vicissitudini dell’unico, vero leader dell’Occidente. 

In un’Europa che cambia, Merkel rappresenta quindi una certezza, oppure è essa stessa un freno al cambiamento?  Per saperlo dovremo aspettare forse altri mesi, anni, confidando ancora nella Signora venuta dalla Germania dell’Est, capace con cinismo e grandi tattiche di prendere il potere e  non lasciarlo per il suo primo, decisivo, decennio.
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