Focus UE- Non solo “cugini”, ma fratelli europei

22378753374_f2d7f7c064_z

(Credits RL Busy Flickr account)

Non solo cugini, ma fratelli europei

Siamo tutti fratelli. Siamo tutti europei. Siamo tutti colpiti, dalla violenza gratuita di un gruppo di integralisti che hanno sterminato dei giovani mentre cercavano di svagarsi, al ristorante, in un bar o a un concerto. Lasciamo stare le invidie, le gelosie storiche e gli stereotipi taglienti. Sentiamoci uniti, finalmente vicini. Lasciamo però che il sentimento di solidarietà non sia solo passeggero. Sentiamoci europei anche domani, e dopodomani, la prossima settimana, i prossimi mesi, anni. Cerchiamo di ampliare questo sentimento alle nostre vite, dimenticando per una volta i tecnicismi economici e finanziari. L’Unione è fatta di persone che ogni giorni vivono, amano, si incontrano e condividono le proprie esperienze. Di fratelli con cui abbiamo moltissimo in comune e che dobbiamo conoscere e da cui abbiamo tanto da imparare.

E’ paradossale che sia la paura che faciliti la coesione. Le due minacce all’Unione Europea principali degli ultimi anni potrebbero forse renderla più forte, o spezzarla definitivamente. Crisi economica e terrorismo, e le loro declinazioni in tutto il Continente potranno avere un ruolo storico che la lentezza delle istituzioni europee ha minacciato di negare ai leader degli Stati dell’Unione (che non sono dei verginelli senza colpe, anzi, il ruolo degli Stati è ancora troppo forte in Europa). L’Europa tuttavia deve fare di più. Altrimenti non avrebbe più senso parlare di Unione, viste le divisioni e la non-azione di fronte a questi due temi cruciali. Le sfida da affrontare sono storiche, e le decisioni da prendere altrettanto storiche. 

Dobbiamo essere pronti all’azione, ma non dimentichiamo il dialogo con le comunità, con le persone per bene, oscurate da pazzi assassini. Riflettiamo, senza reagire d’istinto, e non ascoltiamo gli imprenditori politici che pensano soltanto ai propri interessi e alle prossimi elezioni, spesso senza avere una minima conoscenza della situazione internazionale e della regione di cui parlano. Usciamo dal nostro provincialismo, e ricordiamoci che facciamo parte dell’Unione Europea, della NATO e della Comunità Internazionale. Per essere realisti poi, riflettiamo sugli amici che abbiamo avuto fin’ora, specialmente nel mondo arabo. Ha senso continuare a essere loro alleati? Le economie globalizzate sono intrecciate le une con le altre. Ma possiamo mettere in primo piano altri valori rispetto alla predominanza del denaro?

Sentiamoci europei, ma non dimentichiamo i popoli che vivono la guerra da anni e che hanno accettato a forza che la paura entrasse nelle loro vite. Per loro è normale forse udire lo scoppio di una bomba, o assistere all’uccisione di civili innocenti, senza poter fare qualcosa. Non preghiamo solo per Parigi, ma anche per Beirut, i passeggeri dell’aereo diretto a San Pietroburgo, i civili innocenti che muoiono a migliaia ogni giorno senza motivo.

Infine, non dimentichiamoci di essere uomini liberi, forse addormentati, pigri, svogliati e schiavi dei media, ma persone che possono vivere la condizione di libertà ogni giorno. Dovrebbe essere normale, ma forse non lo è più. E’, nel mondo, un privilegio appartenere alla società europea così tanto criticata e derisa. In particolare l’Italia, con i mille problemi, offre ancora un angolo di mondo in cui poter vivere, lottando, in pace.

Questo è il pensiero che vorrei condividere oggi.  Non penso sia buonista, ma spero rifletta sulla realtà dai fatti.

Buona giornata

IMG_3967