EXPO2015- La secondo tappa della Carta di Milano

Si è svolto il 27 e 28 Marzo nelle Sale  di Palazzo Vecchio a Firenze il secondo appuntamento, dopo quello dell’Hangar Bicocca del 7 Febbraio scorso, dedicato ad affrontare i temi principali dell’EXPO 2015 e a inserire i risultati della discussione nella cornice della Carta di Milano. Noi del “Caffè” c’eravamo e vi raccontiamo com’è andata

Credits: Chiara Calabrese

DAL CIBO COME ELEMENTO GEOPOLITICO ALLA POTENZA DELLE DONNE – Uno dei temi principali delle discussioni è stato quello del cibo come elemento geopolitico, tema che non era stato affrontato a Milano all’Hangar Bicocca è che ha chiamato in causa diverse personalità.  A riguardo, sono intervenuti prima il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, all’interno del dibattito sulla cooperazione e la cittadinanza globale e, in seguito, l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi. Per il titolare della Farnesina i prossimi conflitti potrebbero essere “guerre del pane”, e legati al tema della scarsità delle risorse. Il nostro Paese deve perciò adattarsi alla nuova situazione internazionale, definita da lui stesso “liquida” e dovrà sapersi districare nel sistema costruendo coalizioni multipolari in un ambiente molto diverso da quello di pochi anni fa. Il ruolo italiano dovrà essere quello di guida del Mediterraneo, un luogo di incontri che ci ha visto storicamente protagonisti . Per Gentiloni l’Italia deve essere un interlocutore chiave dei Paesi africani, attori  ai quali la denutrizione e la scarsità di risorse riserveranno sfide da saper affrontare con coraggio.

Romano Prodi ha parlato in seguito di sicurezza alimentare come tema politico oltre che umano. Secondo “il Professore”, in Italia si è parlato troppo poco di geopolitica del cibo, senza considerare i grandi cambiamenti che sono già avvenuti tra le potenze del mondo sviluppato e quelle emergenti. Cibo come problema strategico, difensivo e offensivo insieme. Prodi ha affermato che è necessario pensare a come il mondo sia cambiato e reagire. Un esempio della velocità moderna lo dà la Cina: non solo è diventata il più grande “granaio” del mondo, ma le aziende agricoli cinesi a livello globale stanno crescendo in modo importante.

Credits: Chiara Calabrese

L’evento di Firenze ha permesso di affrontare inoltre diversi temi che non erano stati toccati durante la prima tappa di Milano. Tra di essi le misure di sicurezza adottate durante Expo sono state descritte del Ministro Alfano, mentre il cibo come elemento caratteristico dell’identità nazionale italiana,  ha visto un relatore di eccezione nello chef Carlo Cracco. Si è parlato ancora del ruolo della cultura e del turismo intesi come traino per la ripresa economica italiana, mentre Emma Bonino ha esortato, da Presidente onoraria del progetto Women for Expo, a considerare la “potenza delle donne” importante per la crescita e lotta contro lo spreco alimentare. Personalità di rilievo internazionale hanno inoltre inviato un contributo video: il Segretario dell’ONU Ban Ki Moon e il Premio Nobel Aung San Suu Kyi.

LA CONFERENZA STAMPA SULLA CARTA DI MILANO – Poco prima della seconda parte della giornata, il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il Segretario Generale della Fondazione Feltrinelli Massimilano Tarantino e il Professor Salvatore Veca, membro del Comitato Scientifico di Expo, hanno presentato di fronte ai giornalisti gli sviluppi della Carta di Milano.

Credits: Chiara Calabrese

Diverse le novità e le anticipazioni della versione definitiva. Tra di esse il fatto che ci sarà una “versione junior” della Carta, dedicata agli under 18, con l’obiettivo di lavorare all’educazione alimentare dei ragazzi, per far capire alle nuove generazioni che il diritto al cibo è fondamentale. Expo sarà un percorso importante per tutti, compresi i bambini, gli studenti e gli adolescenti- ha affermato Martina – “con la Carta contribuiremo a costruire un ponte tra l’Esposizione Universale e i prossimi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile– ha inoltre aggiunto il Ministro, ringraziando inoltre gli organismi internazionali che hanno collaborato al lavoro della Carta. Quella di Firenze era la quattordicesima bozza del Documento, che il Segretario Generale Tarantino ha spiegato ai presenti. Sono stati descritti anche i temi affrontati dalla Carta: la malnutrizione, la fame, la qualità del cibo, lo spreco idrico e alimentare, la gestione delle risorse naturali.
L’obiettivo comune è quello di fare sistema, unendo le risorse del Paese, delle università, dei centri di ricerca e delle imprese, per rendere il diritto al cibo garantito per tutti, sensibilizzare la collettività sul tema del futuro del pianeta e delle risorse, senza escludere nessuno dalla possibilità di compiere azioni volte a garantire un cibo sano e nutriente.
Martina, Tarantino e Veca hanno aggiunto che la Carta dal 1 Maggio potrà essere sottoscritta dai cittadini attraverso il web e i social networks, diffusa nelle principali lingue del pianeta e aperta al confronto e richieste di chiarimento durante tutta la durata dell’EXPO.
La Carta è stata descritta inoltre dal Ministro come un “termine di partenza”, come trampolino di lancio per iniziative politiche e legislative che nascendo dalla Carta possano generare innovazione. Il “punto d’arrivo di un’avventura e il punto di partenza di altre avventure”. Essa sarà presentata il 15 Aprile alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo, mentre l’evento di presentazione della versione definitiva si svolgerà il 28 Aprile, a Milano.

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE MATTARELLA – Il compito di chiudere i lavori è spettato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Credits_ Chiara Calabrese

Mattarella ha sottolineato la funzione oggettivadell’incontro del 27 e 28 Marzo e di tutto l’EXPO: essere un veicolo efficace di elaborazione culturale e di promozione educativa. Le riflessioni sviluppate all’interno del Laboratorio di EXPO, che si concretizzeranno nella Carta di Milano, sono state definite “preziose” dal Capo dello Stato, volte ad affrontare la sfida globale della lotta agli sprechi, le disuguaglianze che producono malnutrizione e il dramma della fame che affligge milioni di persone. Il Presidente si è poi soffermato su quattro termini chiave: la bellezza, rapportata al paesaggio agricolo italiano, il saper fare, descritto dalle testimonianze dei presenti, la necessità di innovare, e, infine, il vivaio, inteso come “esperienza feconda che dissemina in tutto il tessuto effetti benefici, destinati a riprodursi nel tempo”. Proprio quello che tutti ci auguriamo possa caratterizzare l’Esposizione Universale di Milano.

Si ringrazia Chiara Calabrese per le foto pubblicate in questo articolo

Scritto per “Il Caffè Geopolitico”

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